Niente progetti per il futuro?

Non si poteva trovare titolo migliore in un periodo di crisi come questo. Uno spettacolo messo su da due comici “geograficamente distanti” ma molto simili nei contenuti e nell’espressività. Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti inscenano “Niente progetti per il futuro” di Francesco Brandi, una parabola contemporanea che racconta con leggerezza una società in crisi, anche dal punto di vista culturale.

Lo spettacolo ha vinto il Premio Flaiano 2009 e il Presidente della Giuria, Masolino D’Amico lo ha recensito così: “Dramma sottile e coinvolgente, spesso imprevedibile, nel rappresentare l’incontro di un semplice garagista con un Vip della televisione, colto e intelligente ma egocentrico oltre ogni limite. Ne esce il ritratto di una società intera, priva di valori e piena di contraddizioni.”

A Roma è possibile partecipare all’evento al Teatro Quirino dal 31 gennaio al 19 febbraio 2012. Dopo averlo visto (dopo il 1 Febbraio), vi scrivo un pò di righe sulla trama e sulle riflessioni che sicuramente ne verranno fuori. Il costo del biglietto è anche esiguo, visto lo spessore dei due comici.

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Un successo rinnovato per la Compagnia Teatrale “Lo Scrigno”

Non poteva che concludersi con un successo. Un successo rinnovato, visti i risultati raggiunti dalla Compagnia Teatrale “Lo Scrigno” nelle edizioni precedenti.
La tanto attesa rappresentazione teatrale della commedia napoletana “Ospedale degli Infermi Scalzi – Stanza 327” è stata interpretata alla grande dai giovani della compagnia di Quaglietta, carichi e motivati dalla presenza dell’Arcivescovo Monsignor Alfano, che in prima fila non ha voluto mancare all’appuntamento.
Commedia attualissima che spiega la triste situazione della sanità italiana, specie nel Mezzogiorno. Fatiscienza delle strutture, posti letto e materiale ospedaliero insufficiente, errori medici. Problema conosciuto col termine di “malasanità“. Si parla anche di omertà, della nostra mentalità omissiva, di cattiva amministrazione da parte dei governanti.

La storia ruota attorno alla malformazione del protagonista Pasquale Malasomma, del quale riporto una citazione esplicitiva di tutta la trama: “La verità è che buona parte di noi napoletani, ci siamo scocciati delle cose che non vanno, ma abbiamo paura di parlare. Certo che ci vorrebbero le palle per ribellarsi, e chi meglio di me ‘o potess’ fà, che ne tengo tre di palle. Ma non è facile, credetemi, anche perché si vive una sola volta, e non voglio che io o qualcuno della mia famiglia faccia l’eroe, mentre quelli là che stanno al potere continuano a divertirsi e a festeggiare. Pago le tasse e ci devono pensare loro, una volta per tutte. Evidentemente se le cose continuano ad andare così è perché conviene“.

Ancora complimenti ai ragazzi della Compagnia Teatrale “Lo Scrigno”. Un ringraziamento per l’organizzazione va alla “Proloco Aquae Electae”, al Circolo dell’Immaginario, al Comitato Feste 2010, che col patronicinio del Comune di Calabritto hanno permesso anche quest’anno questo evento.