L’Italia e i principi fondamentali di Internet: la Rete come strumento di democrazia

Finalmente, anche una Italia propositiva sulla promulgazione della “carta” dei principi fondamentali di Internet. E’ partita dal 18 settembre la Consultazione pubblica a cui vi invito a partecipare. Affrettatevi perché si chiuderà il giorno 1 novembre 2012

Il Ministero per l’Università e la ricerca vuole “arricchire e migliorare il documento che riassume la posizione italiana sui principi fondamentali di Internet” da portare all’Internet Governance Forum (IGF) di Baku. Tutti i cittadini possono contribuire al dibattito sui cinque temi tradizionali del Forum ri-etichettati per l’occasione: principi generali, cittadinanza in rete, consumatori e utenti della rete, produzione e circolazione dei contenuti e sicurezza in rete.

Ecco i link degli articoli tratti da LaRepubblica.it:

Vi allego l’estratto del documento ufficiale del MIUR, che potete scaricare anche da qui:

La posizione italiana sui principi fondamentali di Internet
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La legge di Metcalfe e i nostri “amici” sui social network

Leggendo un articolo pubblicato sul celebre blog di Joel Spolsky, mi sono imbattuto nella legge di Metcalfe, probabilmente valida (o possiamo dire “applicabile”) nel campo delle tecnologie delle reti informatiche, ma che potrebbe essere “obiettabile” nel contesto delle reti sociali, viste come interconnessioni di individui che si servono delle reti informatiche suddette come mezzo di comunicazione.

Ecco cosa dice la legge (definizione tratta dal Wikipedia – La legge di Metcalfe):

Definita da Robert Metcalfe, l’ideatore delle reti Ethernet, la Legge di Metcalfe afferma che “L’utilità e il valore di una rete sono pari ad n^2 – n dove n è il numero degli utenti”, trasformata in simboli:

N(N−1), oppure N²−N.

Tale legge spiega molti degli effetti delle tecnologie della comunicazioni e delle reti come Internet e il World Wide Web.

La legge di Metcalfe mette in rilievo il denominatore comune di tutte le tecnologie di comunicazione: il valore di una rete cresce esponenzialmente all’aumentare del numero dei suoi utenti.

Se nessuno utilizzasse una tecnologia, qualsiasi essa sia (dal un telefonino ad un social network come Facebook/Twitter), il suo valore intrinseco sarebbe nullo. Al contrario, più utenti la utilizzano, più il valore della tecnologia risalirebbe esponenzialmente. Ciò porta a rendere applicabile la legge di Metcalfe anche al contesto del marketing, il cui concetto è ben esplicato nell’articolo pubblicato su WebCopywriter.it (La legge di Metcalfe applicata al marketing):

Ora, se una tecnologia ha bisogno di tanti utenti per accrescere il proprio valore in maniera esponenziale allo stesso modo il marketing ha bisogno di una massa di utenti per rendere di successo le proprie campagne? Solo quando un’idea di marketing diventa così popolare da essere condivisa dalla stragrande della maggioranza del target di riferimento può diventare stratificazione culturale ed il brand può trasformarsi in lovemark? Prendiamo Apple: i suoi utenti sono talmente soddisfatti dei prodotti ed è talmente alta la reputazione di cui gode quella tecnologia ai loro occhi per cui si può parlare di una vera e propria sedimenzione culturale: il senso di quella tecnologia si confonde con l’insieme delle visioni dei suoi utenti, che diventano a tutti gli effetti i detentori del valore di quella tecnologia.

Si sta rivalutando, tuttavia, la legge poichè è alquanto ottimista: sempre su Wikipedia si legge che: “in un articolo pubblicato nel marzo 2005, due ricercatori dell’università del Minnesota, Andrew Odlyzko e Benjamin Tilly, sostengono che la legge di Metcalfe è eccessivamente ottimista. Secondo i ricercatori il difetto principale della legge di Metcalfe è che essa considera tutti i componenti di una rete di uguale importanza, quando in effetti non lo sono. I ricercatori propongono una nuova legge che regola la crescita del valore di una rete in modo logaritmico, che tiene conto di questo fattore importante. Il valore della rete e la sua crescita avviene dunque in modo meno spettacolare”.

L’obiezione che si potrebbe fare riguarda l’applicazione della legge nell’ambito delle reti sociali (da cui siamo partiti): cosa accade se in un social network il gruppo di utenti interconnessi diventa troppo grande?
Un numero troppo grande di partecipanti uccide di per sè la conversazione. L’ideale sarebbe avere un numero elevato di scambi bidirezionali. La legge di Melcalfe (dove il numero di connessioni cresce in ragione del quadrato del numero di nodi) applicata a questo contesto, evidenzia quanto l’aumentare dei partecipanti possa essere un ostacolo. Poiché il numero di potenziali scambi bidirezionali in un gruppo cresce più velocemente del gruppo stesso, l’unità viene a mancare rapidamente man mano che il sistema di ingrandisce. Bisogna fare in modo che gli utenti si attengano allo schema di “pochi ma buoni”, al fine di mantenere la coesione del gruppo.

Attenzione, parliamo di comunicazione/conversazione nell’ottica sociale del termine. E’ ovvio che se il numero di utenti a cui posso veicolare un messaggio (magari pubblicitario) è grande, migliore ne sarà la sua diffusione, ma qui ci ricolleghiamo al contesto del marketing su esposto.

In poche parole, non ha senso avere troppi “amici” su Facebook o Twitter (solo per far numero). Su tutti gli “amici” che abbiamo, ci metteremmo in contatto con meno del 10% di questi.

“Il valore di un social network è definito non solo da chi c’è dentro, ma anche da chi vi è escluso”

Questa citazione si trova in un articolo su Economist del futurologo Paul Saffo, il quale afferma che la legge di Metcalfe si applica al contrario nel contesto di Facebook (e di tutti i social network). Leggi Facebook, Defined Networks, and the Inverse of Metcalfe’s Law (by Scott Karp).
La legge di Metcalfe è valida nei vecchi sistemi di rete, come la posta elettronica o la telefonia. Le reti sociali perdono valore quando vanno oltre una certa dimensione.
Già le reti sociali definite “ASMALLWORLD”, un luogo esclusivo per pochi eletti, si stanno moltiplicando. Ciù suggerisce che il futuro del social networking non sarà un unico grande grafo sociale, ma una miriade di piccole comunità.

In sintesi, la legge di Metcalfe applicata ai social network potrebbe addirittura agire al contrario se si supera il limite (purtroppo non prevedibile) di utenti in un gruppo/comunità.

La start-up sei tu. La vita come impresa e il network sociale professionale

Ho letto un libro interessante, suggeritomi da @PepperZen, e scritto dal cofondatore e presidente di LinkedIn, Reid Hoffman, in collaborazione con Ben Casnocha.

Ecco il titolo: Teniamoci in contatto. La vita come impresa (traduzione dell’originale “The start-up of you”).

Questo libro è concepito come un dono che gli autori hanno voluto fare ai lettori, offrendo strumenti per migliorare la realtà non solo lavorativa, ma anche quotidiana, le relazioni con le persone con cui ci troviamo a contatto. Il tema predominante è quello delle start-up, iniziative che nascono per attitudine, grazie ad una mentalità imprenditoriale e ad una fitta di rete di contatti. Dove si rischia e si sa da dove attingere per ricavare informazioni, ovvero dal network di persone che ci circondano. Nel libro vengono date varie “dritte” su come creare e gestire il proprio network, usandolo come propria arma per passare da un Piano A ad un piano B e costruendosi un piano di “salvataggio” (detto Z). Interessanti sono anche le motivazioni che hanno portato all’adozione di determinate scelte nell’ambito dei social network, come LinkedIn – per esempio, il discorso dei gradi di separazione – e gli esempi di vita di alcuni personaggi che hanno fondato le loro start-up, divenute poi grandi società famose in tutto il mondo.

Ecco la mission di Hoffman e Casnocha con la scrittura di questo libro:

Per Ben e per me, questo libro rappresenta uno dei nostri doni alla società, per ricambiare ciò che abbiamo ricevuto. Siamo convinti che gli strumenti forniti in queste pagine possano migliorare sia la tua vita sia la società. A volte ricambiare può significare semplicemente diffondere idee dense di significato.

Per una sintesi e una recensione del libro, vi invito a leggere questo articolo: Il libro “Teniamoci in contatto”, molto più di un libro.

Cito un passo che mi ha particolarmente colpito durante la lettura:

Diventa una persona a cui le altre persone del tuo network siano motivate a rivolgersi in relazione a determinati argomenti. Rendi noti ai tuoi collegamenti i tuoi interessi e le tue competenze scrivendo blog post ed email, o creando gruppi di discussione. Quando le persone si rivolgono a te per ottenere informazioni, tu acquisti al tempo stesso informazioni da loro.

Per finire, trasmettere informazioni interessanti al tuo network in modalità push incrementa le probabilità che tu ottenga informazioni ricollegabili alla serendipity. Pubblica un articolo, manda una citazione via email, inoltra un’offerta di lavoro e fai piccoli doni di altro tipo alla tua rete. I tuoi amici lo apprezzeranno, e tu renderai più probabile che quelle stesse persone ti ricambino mandando a te informazioni in futuro.

Sperando di farvi cosa gradita e utile e di scambiare con voi informazioni che ci arricchiscano a vicenda, ho sottolineato ed estratto delle frasi che ho reputato importanti man mano che leggevo e vorrei condividerle qui con voi. Buona lettura!

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