[Storia&Folklore] Quaglietta Ieri & Oggi (di Dina Ficetola)

Sono orgoglioso di pubblicizzare la presentazione del testo storico “Quaglietta Ieri e Oggi” di mia sorella, la dott.ssa Dina Ficetola.

L’evento si terrà Domenica 3 gennaio ore 19.00 presso la Chiesa Santa Maria del Carmine di QuagliettaIl lavoro, condotto con costanza, pazienza e grande impegno, è un grande regalo per la Comunità del nostro paese, soprattutto per la frazione Quaglietta, perché tiene vivi la memoria, le tradizioni e il folklore di un popolo la cui storia è stata davvero ricca. Opera di memoria e storia da tramandare alle generazioni future.

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Quaglietta_Ieri&Oggi_Presentazione

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Spopolamento e dinamiche demografiche a Quaglietta

La storia di Quaglietta è, da sempre, caratterizzata e marcata da momenti, in cui il fenomeno dello spopolamento ha avuto i suoi effetti più evidenti. La forte diminuzione della quantità di popolazione è stato, spesso, qui, il risultato dell’abbandono volontario, forzoso, o repentino oppure effetto di flussi continui e prolungati di abbandoni da parte dei Quagliettani, le cui conseguenze si protraggono fino ai giorni nostri (secc. XVII – XXI, ben documentati nell’opera di Domenica Corrado: Quaglietta, dinamiche demografiche di un habitat irpino). A parte l’esodo demografico conseguente a disastri o calamità naturali e umane, il fenomeno più significativo è quello conseguente alle migrazioni di Quagliettani, in cerca di nuove terre su cui edificare (Inghilterra, Americhe, Nord Italia per lo più), speranzosi in una qualche probabilità di miglioramento economico e, non ultima, di sopravvivenza. La prima legge approvata il 30 dicembre del 1888, n. 5866, sull’emigrazione, all’epoca di Umberto I, ha sicuramente incentivato ed innescato maggiormente tale tendenza, rendendola oggi inarrestabile. La scarsa circolazione di denaro, la deficienza del lavoro, le risorse presenti sul territorio, la mancanza di infrastrutture e servizi indispensabili, allora ed ora più che mai, in un’epoca in cui la mobilità sociale non ha e non deve avere limiti, uniti ad altri fattori di carattere più strettamente soggettivo, sono gli elementi socio-economici scatenanti di un sempre più mutevole trend demografico, i cui dati statistici rilevati sono certamente sconcertanti.

Allo stato attuale, lo stesso www.lubannaiuolu.net, con il mensile cartaceo, costituisce quel “ponte per l’informazione”, volto a solidificare il legame con la propria terra d’origine e per restare in contatto, virtualmente, con Calabritto e Quaglietta. Dalle visite effettuate sul portale, dal 2007 ad oggi, al primo posto, è possibile constatare collegamenti dall’Italia (in particolare, Lazio, Campania e Nord Italia, circa l’87,11%), seguita dagli Stati Uniti (5,95%, in particolare New Jersey, New York, California, Delaware), e dal Regno Unito (3,01%), con considerevoli accessi riscontrabili in Germania, Canada, Francia, Svizzera, Russia, Venezuela, Australia, America latina, Svezia, Polonia, Spagna. Questo ci permette di verificare la cronologia e il numero degli accessi con la relativa localizzazione di coloro che si connettono al portale, buona parte dei quali sicuramente di emigrati.

La diminuzione progressiva della popolazione Quagliettana è causa di una contrazione dei matrimoni e delle nascite e soprattutto, si assiste ad un graduale invecchiamento della popolazione esistente, in seguito al miglioramento degli standard qualitativi della vita, che ha portato ad un prolungamento della durata della vita media. Infatti, dai dati anagrafici ricavati dagli Archivi Comunali, dal 01.01.2009 al 31.12.2013, risultano circa 11 i nati e 42 i morti. Il numero dei votanti attuali della quarta sezione Quagliettana è di 397.  Per quanto riguarda la fascia d’età compresa tra anni 0-18, ad oggi, ripartiti in maniera disomogenea, si contano circa 59 unità, tra bambini, ragazzi e giovani, di cui 5 trattasi di bambini compresi tra gli 0-3 anni.  Molti di questi, poi, sono distribuiti, incoerentemente, tra il territorio di Calabritto, Senerchia ed Oliveto Citra, per quanto riguarda l’istruzione obbligatoria, in particolare scuola primaria e secondaria di primo grado. Sommando il numero dei votanti a quello della fascia d’età 0-18 è possibile ricavare il numero complessivo degli abitanti. Si tratta, ovviamente, di un dato indicativo poiché bisogna considerare che, tra le unità stimate, molti sono coloro che non risiedono da anni in paese, molti con doppia cittadinanza, molti coloro che non rientrano da tempo, molti coloro che ci lasciano… insomma, i casi sono molti e le ragioni le più varie. Quello che si può affermare con certezza è che risiede stabilmente nel paese meno della metà del numero complessivo degli abitanti durante tutto l’anno, mentre il paese sembra ripopolarsi magicamente con l’arrivo delle stagioni più calde e in prossimità delle feste.

La gran parte della popolazione è, dunque, costituita da anziani; poche le giovani coppie che si formano e che vivono in loco, spesso supportate dai loro familiari; appena sufficiente la circolazione di denaro nelle attività commerciali esistenti, data la scarsità di popolazione ivi rimasta e le continue tasse da versare e spesso, brevi e inappaganti le esperienze lavorative sul posto; molti i beni immobili in disuso, o in vendita o in affitto, per pochi euro, soprattutto nel periodo estivo, per la permanenza di emigrati, che sopraggiungono a centinaia per le feste patronali, o di turisti interessati alle vicine terme o a vivere qui un periodo di relax e tranquillità, lontani dalla congestione cittadina; altrettanto poca quella gente che non rinuncia ad abbandonare la propria terra e la propria identità, e a combattere affinché la propria “eredità” non venga recisa. Eppure, una cosa positiva c’è: l’inflazione galoppante nella nostra Nazione riesce ad essere più contenuta qui che altrove; in linea generale, la produzione agricola e artigianale è in grado di garantire il soddisfacimento e la produzione di beni di prima necessità, sicuramente non come un tempo, ma a livelli discreti, ma se opportunamente sfruttate, potrebbero se non pareggiare, quanto meno provare ad eguagliare quelle di una volta; quelle poche risorse naturali e paesaggistiche disponibili e altri beni, non ultima la Casa-Albergo per gli Anziani e il Borgo Medioevale, con il connesso appoggio degli enti e delle istituzioni qui presenti, potrebbero arrestare il flusso migratorio. Nulla di nuovo, insomma. Simili risorse, se sfruttate ed utilizzate in maniera intelligente, avendo a disposizione adeguati capitali economici per poterlo fare, potrebbero, in parte, dati i tempi critici, arrestare il problema occupazionale e la conseguente migrazione. Il turismo potrebbe essere una possibilità di sviluppo, attraverso la messa a punto di itinerari di turismo ecologico, culturale ed enogastronomico, con la costituzione di un sistema turistico sostenibile e responsabile. Altre se ne potrebbero enunciare: migliorare la mobilità, le infrastrutture e i servizi maggiormente “sensibili” ai fini della qualità della vita (o crearli ex novo, dato che sono praticamente nulli: la stessa SS 7 Ofantina non ha, di certo, favorito la mobilità in paese, che era fiorente negli anni passati, essendo zona di transito per l’interno); recuperare e riqualificare gli edifici, gli spazi pubblici e le reti di servizio; responsabilizzare maggiormente le associazioni presenti sul territorio e rendere tutti più attivi, valorizzando le energie sociali il più possibile; attrarre nuovi abitanti, inclusi gli immigrati, attraverso la messa a disposizione a condizioni di vantaggio di immobili pubblici e privati non utilizzati da destinare ad attività produttive, terreni e case rurali non utilizzati da destinare ad attività agricole, forestali e di turismo rurale; valorizzare le produzioni tipiche locali sia alimentari che artigianali; mobilitare i saperi sociali e le competenze diffuse, tra cui il sapere dei pastori, dei contadini, degli artigiani e delle casalinghe nel produrre beni e servizi; incoraggiare il contatto tra paesi, ampliando la capacità di risonanza e di mobilitazione delle iniziative;   … queste ed altre idee che, sicuramente, senza le opportune risorse economiche, non possono essere realizzate nel concreto, ma che restano, per il momento, utopiche. Ciò che, invece, non resterà un’illusione è che, di questo passo, perdendo abitanti, “La Quaglietta” potrebbe subire una inevitabile estinzione; la propria identità culturale, il patrimonio locale, la sua tipicità si deteriorerebbe  e perderebbe il suo valore; quelle poche attività verrebbero abbandonate, tradizioni millenarie, uniche, irripetibili finirebbero per sempre, mentre aumenta il dissesto idrogeologico connesso alla mancata cura del territorio per effetto dello spopolamento e, parallelamente, cresce la congestione nei centri urbani più vicini e più fiorenti e crescono i problemi di degrado ambientale. La continua perdita di popolazione rappresenta, quindi, un grave rischio dal punto di vista socio-culturale, economico, fisico e geologico. In particolare, l’abbandono del presidio del territorio comporta la perdita di interesse sia da parte della popolazione stessa rispetto alla corretta manutenzione del territorio, sia da parte delle pubbliche istituzioni.  Lo spopolamento risulta essere un limite ai processi di qualificazione e sostenibilità territoriale. Contrastarlo è, dunque, un dovere della politica e delle Istituzioni di ogni ordine e grado; una sfida difficile e complessa, che va comunque affrontata, riducendo i fattori di espulsione della popolazione residente e potenziando i fattori di attrazione di nuove attività e abitanti.

Nonostante queste premesse, per certi versi, preoccupanti, si rende necessaria, ora, questa fase di forte, di incisiva e determinante presenza dei nostri paesi, “luoghi della memoria”, anche nelle dinamiche e nelle lotte che, ogni giorno, toccano l’intera Valle del Sele. Per fare ciò, è necessario partire dal basso, rendere ancora più solido il senso di identità che fortifica lo spirito di un popolo (il “Volksgeist” hegeliano), altrimenti tutto si distrugge. La consapevolezza del proprio passato, l’orgoglio e la fiducia nelle proprie potenzialità e la voglia di rinnovamento ed essere attivi possono dare quell’incentivo opportuno e necessario, utile per un futuro migliore e più equilibrato.

Dina Ficetola

LuBannaiuolu.net compie 7 anni: lo festeggiamo con LuBannApp per Android

lubannapp-androidLa Community online di Calabritto e Quaglietta, LuBannaiuolu.net, ha compiuto 7 anni lo scorso 10 gennaio. Per celebrare l’occasione, un amico dei Bannaiuolesi ci ha regalato l’app LuBannApp per Android. Finalmente, a distanza di poco più di due anni dalla pubblicazione dell’app per i dispositivi iOs, è arrivata anche quella per i device degli “androidiani”.

Ringrazio, a nome di tutta la Community, Giuseppe Straziota che, con la passione e la volontà, ci ha fatto questo bellissimo regalo!

Vi riporto i link per il download da Play Store (Android) e da Apple Store (iOs):

Ecco la descrizione delle funzionalità de LuBannApp:

LuBannApp è l’applicazione mobile de LuBannaiuolu.net, la Community online di Calabritto e Quaglietta. L’applicazione consente di avere informazioni sugli eventi, le manifestazioni, i fatti di cronaca della Gemma dell’Irpinia e del Borgo. Consente di navigare nel forum e nella gallery, di visualizzare i giornalini e contattare la redazione.

Ecco nel dettaglio le funzionalità previste:

  • Navigazione del forum: visualizzazione dei topic e dei post degli utenti, suddivisi per board;
  • Visualizzazione delle ultime 20 news;
  • Visualizzazione delle foto nella Gallery, suddivise in sezioni;
  • Lettura dei numeri del giornalino, suddivisi per anno;
  • Informazioni sulla redazione e sui contatti

Scarica l’applicazione LuBannApp e iscriviti al sito www.lubannaiuolu.net!

L’applicazione verrà migliorata ed aggiornata periodicamente. Dacci un tuo feedback, ma evita recensioni negative, visto che è free!

ATTENZIONE: L’applicazione necessita di una connessione ad Internet!

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La crisi dei piccoli Comuni: sempre meno servizi nelle aree interne

Su LuBannaiuolu.net si leggono due notizie negative per il mio paese:

Addirittura, fino a qualche mese fa, si parlava di installare un inceneritore nella piana del Sele. Un paese che con il Terremoto del 1980, di cui è appena trascorso il 32° anniversario, è stato distrutto quasi interamente e che si è visto segnare il destino di una Comunità che non si è più risvegliata.

In merito all’ultimo episodio della chiusura dell’ufficio postale di Quaglietta, ecco cosa penso. Ennesima “mazzata” nei confronti di una Comunità che perde un altro servizio, come tanti altri che si è vista sottrarre da anni a questa parte.
Stanno chiudendo scuole, uffici pubblici/privati, fabbriche, ecc. Mettiamo in conto anche che il servizio “Provincia” si allontanerà ancora di più dai nostri centri…
Ma i nostri paesini hanno già perso quella che è la vera forza, costituita dai propri giovani che non ritornano più a casa, per cercar “fortuna” altrove. Dove la “fortuna” al giorno d’oggi è il lavoro.

Quindi, la domanda è: “Che senso ha avere servizi se poi nn c’è gente sufficiente che ne possa usufruire?“.  La risposta “logica” e più realistica potrebbe essere: “Si, occorre togliere quel servizio, risparmiare, non poter far altrimenti, anche se vorrebbe dire creare disagio a quelle poche persone che sono rimaste“. La direzione verso cui si sta andando, in un periodo come questo, è il risparmio …i cosiddetti tagli dei costi nelle “aree interne” e che si stanno spopolando.

La protesta è lecita, ma l’accorpamento/detrazione dei servizi è purtroppo giustificabile. Dove si può agire? Dal basso, come sempre. Dando lavoro, opportunità/spazio, un incitamento e una pacca sulla spalla ad un giovane…

Un successo rinnovato per la Compagnia Teatrale “Lo Scrigno”

Non poteva che concludersi con un successo. Un successo rinnovato, visti i risultati raggiunti dalla Compagnia Teatrale “Lo Scrigno” nelle edizioni precedenti.
La tanto attesa rappresentazione teatrale della commedia napoletana “Ospedale degli Infermi Scalzi – Stanza 327” è stata interpretata alla grande dai giovani della compagnia di Quaglietta, carichi e motivati dalla presenza dell’Arcivescovo Monsignor Alfano, che in prima fila non ha voluto mancare all’appuntamento.
Commedia attualissima che spiega la triste situazione della sanità italiana, specie nel Mezzogiorno. Fatiscienza delle strutture, posti letto e materiale ospedaliero insufficiente, errori medici. Problema conosciuto col termine di “malasanità“. Si parla anche di omertà, della nostra mentalità omissiva, di cattiva amministrazione da parte dei governanti.

La storia ruota attorno alla malformazione del protagonista Pasquale Malasomma, del quale riporto una citazione esplicitiva di tutta la trama: “La verità è che buona parte di noi napoletani, ci siamo scocciati delle cose che non vanno, ma abbiamo paura di parlare. Certo che ci vorrebbero le palle per ribellarsi, e chi meglio di me ‘o potess’ fà, che ne tengo tre di palle. Ma non è facile, credetemi, anche perché si vive una sola volta, e non voglio che io o qualcuno della mia famiglia faccia l’eroe, mentre quelli là che stanno al potere continuano a divertirsi e a festeggiare. Pago le tasse e ci devono pensare loro, una volta per tutte. Evidentemente se le cose continuano ad andare così è perché conviene“.

Ancora complimenti ai ragazzi della Compagnia Teatrale “Lo Scrigno”. Un ringraziamento per l’organizzazione va alla “Proloco Aquae Electae”, al Circolo dell’Immaginario, al Comitato Feste 2010, che col patronicinio del Comune di Calabritto hanno permesso anche quest’anno questo evento.