[Pirateria] Megaupload era qui!

Si è ripresentato l’incubo del blocco di uno dei più importanti siti di file sharing, Megaupload. Chi non ricorda la chiusura di Napster nel 2002, dopo una delle battaglie più lunghe e costose della storia dell’informatica. E’ stato il primo programma peer-to-peer che iniziava a farci apprezzare i vantaggi della rete internet. Chi non scaricava musica, qualche piccolo video, … file di dimensioni non eccessive, viste le velocità delle nostre reti di casa, molte a 56k. Era scontato che lo chiudessero, viste che chi ci andavano a perdere erano le major discografiche; ma era anche facile chiuderlo, perché Napster utilizzava dei server centralizzati. Così alla sua chiusura, l’ultima frase che venne riportata sul sito www.napster.com fu “Napster era qui“.

Poi sono nati i sistemi di p2p che si poggiavano su rete Gnutella (KazAa), il nostro amato “mulo” (Emule, Amule), i torrent (Vuze, BitTorrent, uTorrent) e, man mano che le velocità di download aumentavano, i server di hosting e file sharing (Megauplod, Fileserve, RapidShare, …).

Questi servizi di hosting sono anche detti cyberlocker, cioè permettono la condivisione di file tra gli utenti iscritti al servizio e, per garantire un minimo di legalità, possono/devono eliminare i materiali condivisi su segnalazione dei detentori dei copyright.

Eppure hanno chiuso Megaupload senza la possibilità di potersi difendere. Così da un giorno all’altro. Eppure erano soliti rimuovere materiale protetto da copyright. Ma la cosa peggiore è che si chiude un vero e proprio servizio utilizzato a livello mondiale. E mi chiedo: perché devono decidere  le leggi statunitensi per un servizio che interessa tutto il mondo? E poi il servizio offerto è di file sharing, un po’ come fa la DropBox. Dovrebbero chiudere tutto a questo punto, tipo Youtube, che comunque ha vinto la causa civile nei confronti di Viacom, che l’aveva denunciata qualche annetto fa. Io personalmente se voglio vedere un bel film preferisco andare al cinema, oppure la musica che mi piace la compro (iTunes o addirittura su vinile). Tutto il resto lo vedo, leggo o ascolto online (Youtube è il top per me).

Comunque, la vicenda ha fatto non poco incazzare i pirati e gli hacker mondiali, i quali già si sono vendicati pubblicando un nuovo dominio e mettendo su addirittura un server in Belize: http://megavideo.bz/. Tanto esistono una miriade di altri programmi, hosting per il P2P, che non impediranno mai la condivisione dei file. Vedremo come andrà a finire!

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