[Libro] Presentazione Libro “Calabritto nel 1755” il 28 Dicembre 2017 a Calabritto

Evento a cura della redazione de LuBannaiuolu, trasmesso in diretta streaming su Radio Calabritto

Appuntamento: 28 Dicembre 2017 ore 18,30 presso la Sala Consiliare del Comune di Calabritto

Interverranno:

  • Dott. Fabio Paolucci (Autore)
  • Dir. Arturo Bascetta (Editore)
  • Prof. Gelsomino Centanni (Sindaco)
  • Prof.ssa Luisa Severino (Assessore alla Cultura)
  • Prof. Giuseppe Sierchio (storico dell’arte)
  • Ing. Francesco Ficetola
  • Dott.ssa Gerardina Ficetola
  • Dott. Gelsomino Del Guercio (Giornalista – Moderatore)

Il libro “Calabritto nel 1755” è uno studio attento del Catasto Onciario di Calabritto, redatto per ordine di Carlo III di Borbone, il quale il 17 marzo 1741 diede avvio a questo grande progetto di censimento dei beni in tutto il Regno di Napoli.
Nel testo vengono riportate tutte le rivele (dichiarazioni dei redditi) di tutte le famiglie calabrittane, descrivendo uno ad uno tutti i nuclei familiari nelle loro composizioni e nelle proprietà che i capifamiglia possedevano.

Lo studio analitico del Catasto Onciario di Calabritto consente di approfondire aspetti sociali ed economici della vita del paese nel Settecento.
Attraverso l’analisi dei cognomi tipici del luogo e già attestati nel Settecento è possibile ricostruire un profilo storico e genealogico di tutte le famiglie di Calabritto.

Il libro fa parte della Collana Catasti Onciari del Regno di Napoli, edito da ABE – Arturo Bascetta Edizioni di Avellino.

Della stessa collana è il libro “Quaglietta nel 1754”, del quale si farà cenno e che sarà disponibile al pubblico la sera dell’evento.

Locandina Presentazione
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Locandina Presentazione Libro "Calabritto nel 1755"

 

[Libro] “Calabritto nel 1755” di Fabio Paolucci

Fabio Paolucci, Calabritto nel 1755, ABE, Avellino 2017

Collana: “Catasti Onciari del Regno di Napoli”

CASA EDITRICE: ABE – Arturo Bascetta Edizioni di Avellino

 

Il libro “Calabritto nel 1755” è uno studio attento del Catasto Onciario di Calabritto, redatto per ordine di Carlo III di Borbone, il quale con le “istruzioni” emanate dalla Regia Camera della Sommaria di Napoli il 17 marzo 1741 diede avvio a questo grande progetto di censimento dei beni in tutto il Regno di Napoli.

Anche l’Università di Calabritto (l’Universitas era l’antico Comune), che era in Principato Citeriore, rispose all’appello insieme a tutte le altre città, terre e casali del Regno, ultimando nel 1755 la “confezione” del suo catasto, detto Onciario in quanto la valutazione dei patrimoni sia immobiliari che da bestiame o finanziari, veniva stimata in base all’unità monetaria teorica di riferimento, l’oncia, corrispondente a sei ducati.

Il Catasto Onciario di Calabritto è composto da ben 5 volumi manoscritti, che comprendono gli “Atti preliminari”, ossia tutti gli atti che riguardano l’organizzazione dei lavori per la redazione del Catasto, dai bandi pubblicati da “Sindico” ed “Eletti” ai verbali dei “pubblici parlamenti” nella piazza per le nomine dei deputati e degli apprezzatori, le “rivele” che erano una sorta di dichiarazione dei redditi fatta da ogni capofamiglia, l’ “apprezzo”, ossia la valutazione di tutti i beni dichiarati, ed il “catasto onciario” vero e proprio, in cui è riportata per ogni capofamiglia la tassazione in once.

L’autore ha studiato approfonditamente tutte le parti che compongono questo preziosissimo documento storico, il cui originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli, nel fondo della Regia Camera della Sommaria (buste 4087-4091).

Tutte le “rivele” con le relative tasse in once sono state analizzate meticolosamente, una ad una, e trascritte in sintesi in una completa Appendice Documentaria: ben 345 famiglie, 33 vedove e vergini in capillis (ossia le donne di età maritabili non sposate), i “forastieri abitanti laici” ed i “forastieri bonatenenti” non abitanti, diverse chiese, cappelle e congreghe, nonché una decina di parroci formavano la popolazione di Calabritto nella metà del Settecento.

Dopo una breve introduzione storica, nel capitolo unico introduttivo, diviso in 5 paragrafi (1. “La confezione del General Catasto nella Terra di Calabritto”; 2. “Mestieri, professioni e società”, 3. “I cognomi”; 4. “I luoghi di Calabritto nel Catasto Onciario”; 5. “I luoghi pii”), viene descritta la società calabrittana della metà del Settecento sotto tutti gli aspetti, da quello socio-culturale a quello più strettamente urbanistico (toponomastica e localizzazione delle contrade), con una descrizione delle antiche contrade che formavano il borgo.

Segue una dettagliata Appendice Documentaria in cui l’autore ha riportato tutte le “rivele” (dichiarazioni dei redditi) di tutte le famiglie calabrittane, descrivendo uno ad uno tutti i nuclei familiari nelle loro composizioni e nelle proprietà che i capifamiglia possedevano.

Un esempio di rivela, estrapolata dal libro, è il seguente: «Il bracciale Antonio Perna di Giuseppe di 40 anni abita in casa propria a San Pietro e possiede 4 pecore, un somaro, vigne alle Saude, alle Fosse e alla Serra, un terreno seminatorio alle Caldare, un castagneto alla Valle di Vitale e un oliveto alle Coste dell’Ogliaro. Vive con la moglie Rosa Castagno di 36 anni e con i figli Silvestro lattante, Angela in capillis di 8 anni e Catarina di 5 anni. Nella stessa casa vive pure il fratello Pasquale Perna bracciale di 24 anni».

Lo studio analitico del Catasto Onciario di Calabritto ha consentito di approfondire aspetti sociali ed economici della vita del paese nel Settecento. Poche famiglie agiate dimostrano la presenza di un notabilato locale con notevole potere economico in una società divisa rigorosamente nei tre ceti “de’ Civili”, “de’ mediocri” e “degl’inferiori”; l’artigianato era vivace e proficuo, consentendo vere e proprie redditizie attività imprenditoriali come quelle dei “sartori”, degli “scarpari” e dei “barilari” (produttori di barili).

Infine, attraverso l’analisi dei cognomi tipici del luogo e già attestati nel Settecento è possibile ricostruire un profilo storico e genealogico di tutte le famiglie di Calabritto. Tra i cognomi più diffusi all’epoca, troviamo: Spatola, Centanni, Del Guercio, Rizzolo, Gonnella, Mattia, Raimo, D’Alessio, Grillo, Parisi, Perna, Ficetola, Megaro, Corbo, Quartuccio, Viscido, Burdo, Calcagno, Castagno, Filippone, Moretto, Zecca, Cardellicchio, Del Plato, Di Marco, Dragonetto, Gigante, Lione, Pucillo, Vetracchio, Carluccio, Di Gregorio, Di Nicola, Di Popolo, Di Trolio e Farella.

Il testo verrà presentato a Calabritto durante il periodo natalizio, in data da definire, insieme ad un altro libro sul Catasto Onciario di Quaglietta, opera degli autori Del Bufalo e dello stesso editore Bascetta.

 

BIOGRAFIA AUTORE:

FABIO PAOLUCCI (Salerno, 1982) – Appartenente ad antica famiglia di Colle Sannita (BN), è ricercatore storico presso l’Archivio del Capitolo di San Pietro in Vaticano, archivista, saggista e giornalista pubblicista. Laureato con lode in ‘Beni Culturali’ e in ‘Gestione e conservazione del patrimonio archivistico e librario’, si è specializzato in ‘Archivistica, Paleografia e Diplomatica’ presso la Scuola dell’Archivio di Stato di Napoli.

Tra le sue pubblicazioni: La famiglia Di Popolo da Calabritto. Storia, genealogia e documenti di un’antica famiglia contadina irpina (Boopen, 2010), Le famiglie campane. Tra storia, genealogie e personaggi illustri (Kairós, 2012), Francesco Flora. Le radici, l’uomo, la storia (Fausto Fiorentino Editrice, 2012) e quattro volumi per il Capitolo di San Pietro in Vaticano sulle epigrafi pagane e cristiane dell’area vaticana (ECV – Edizioni del Capitolo Vaticano, 2013-2015). Ha già pubblicato, per la presente collana Catasti Onciari del Regno di Napoli, i volumi Colle Sannita nel 1742, Praiano nel 1752 e Reino nel 1753 (ABE 2017). Sono in preparazione i testi sui Catasti Onciari di Nereto (TE), Cetara (SA) e Bonito (AV).

 

"Calabritto nel 1755" - Copertina del Libro

Gli alberi hanno radici

Pubblicizzo qui l’evento che si terrà prossimamente a Salerno e a cui partecipa l’amico Dott. Fabio Paolucci, in cui relazionerà il lavoro di ricerca genealogica condotto sulle origini del cognome Di Popolo, famiglia originaria del mio paese, Calabritto. La ricerca innovativa condotta sul web, iniziata dall’amico Filippo Di Popolo, per amore della sua famiglia e delle sue origini, e supportata dalla Community de LuBannaiuolu.net ha portato alla scrittura del libro  “La famiglia Di Popolo da Calabritto” (ed. Boopen, Napoli 2010). Ecco le discussioni pubblicate sul Forum de LuBannaiuolu al tempo della ricerca: http://www.lubannaiuolu.net/forum/index.php?topic=275.0

Gli alberi hanno radici

La ricerca genealogica in Archivio e l’attività di Family Search

Giornate di informazione presso l’Archivio di Stato di Salerno

Dal 20 al 23 Novembre 2013

Di seguito il programma completo delle giornate e le informazioni su autore e libro.

Gli alberi hanno radici

Gli alberi hanno radici

 

La famiglia Di Popolo da Calabritto – Storia, genealogia e documenti di un’antica famiglia contadina irpina

[tratto dal Forum de LuBannaiuolu.net]

Un saggio su una famiglia storica di Calabritto, i Di Popolo. Ma non solo. Quello di Fabio Paolucci è una descrizione storica a tutto tondo degli ultimi secoli di un paese umile dell’Irpinia.
Una ricerca condotta in modo innovativo, attraverso una rete di contatti stabiliti su Internet. Nato dalla sinergia stabilitasi tra alcune persone che a distanza e senza conoscersi hanno collaborato con l’autore.

Tema centrale è la ricostruzione dell’intera genealogia familiare dei Di Popolo dal 1600 ad oggi, ma che affronta anche aspetti sociali ed economici della storia del Mezzogiorno, dallo sfruttamento delle classi contadine, il brigantaggio e, soprattutto, l’emigrazione.

Nella Prefazione curata dal Dott. Andrea Jelardi, della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, si legge “La storia di un piccolo centro è stata sempre e sarà ancora soprattutto quella dei suoi abitanti – siano essi umili o potenti – mentre le loro vicende personali e private rappresentano lo specchio e il simbolo dell’intera comunità”.

Fabio Paolucci, giovane genealogista, storico e studio di araldica e di etimologia onomastica, originario del Sannio, scrive questo libro dopo essere stato contattato da uno dei tanti Di Popolo sparsi per il mondo, in cerca di notizie sulla propria famiglia d’origine della quale aveva ormai smarrito ogni memoria storica. Dopo aver consultato archivi e saggi storici, con documentazione che datavano le origini dei Di Popolo tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, si è messo in contatto con alcuni componenti della famiglia sparsi per il mondo, i quali hanno partecipato con entusiasmo inviando informazioni e fotografie d’epoca di congiunti del passato.

Su Internet si è venuta a creare una èquipe informatica creatasi spontaneamente e pronta a dialogare e collaborare con l’autore, dove di grande supporto si è rivelato il sito Internet www.lubannaiuolu.net, dove fu pubblicato un appello di aiuto ai Calabrittani al fine di recuperare tutto il materiale possibile utile per la ricerca.

Il libro “La famiglia Di Popolo da Calabritto – Storia, genealogia e documenti di un’antica famiglia contadina irpina”, stampato nell’Aprile 2010 è disponibile per la vendita ed sta per essere ripubblicato in una nuova edizione.

Per maggiori informazioni, potete contattare direttamente l’autore all’indirizzo mail fabio.paolucci@yahoo.it

Copertina Libro Fabio Paolucci

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Il pensiero umano non è come la logica…non procede con eleganza e senza sbalzi

Gli psicologi hanno registrato le cronache dei fallimenti del pensiero, dell’irrazionalità del comportamento reale. Anche compiti semplici possono talvolta mettere in crisi persone peraltro abilissime. Benché i principi di razionalità sembrino contraddetti altrettanto spesso quanto rispettati, restiamo attaccati all’idea che il pensiero umano debba essere razionale, logico e ordinato. Gran parte dell’ordinamento giudiziario si basa sul concetto di un pensiero e comportamento razionale. Gran parte della teoria economica si basa sul modello dell’individuo razionale che cerca di ottimizzare vantaggi, utilità e benessere personale. Molti studiosi di intelligenza artificiale usano la matematica della logica formale – il calcolo predicativo – come strumento principale per simulare il pensiero.

Ma il pensiero umano – e quei suoi parenti stretti che sono la soluzione dei problemi e l’elaborazione dei piani d’azione – sembra più radicato nell’esperienza passata che nella deduzione logica. La vita mentale non è lucida e ordinata, non procede con eleganza e senza sbalzi in forma logica e pulita. Al contrario, va avanti a sbalzi e strattoni, saltando da un’idea all’altra, collegando cose che non hanno niente a che fare l’una con l’altra, formando intuizioni e concetti nuovi, saltando creativamente alle conclusioni. Il pensiero umano non è come la logica; è fondamentalmente diverso come spirito e qualità. La differenza non è né in meglio né in peggio. Ma è questa differenza a portare le scoperte creative e la grande solidità del comportamento.

Tratto da “La caffettiera del masochista” di Donald A. Norman

La caffettiera del masochista

Le famiglie campane. Tra storia, genealogie e personaggi illustri

[Post rilasciato sulla pagina Facebook de LuBannaiuolu.net]

A tutti gli Amici di questo interessantissimo gruppo di divulgazione culturale, sperando di non arrecare disturbo ad alcuno, vorrei comunicare che è disponibile il mio libro “Le famiglie campane. Tra storia, genealogie e personaggi illustri” (di Fabio Paolucci – Ed. Kairòs, Napoli 2012, pp. 287 – ISBN 978-88-98029-07-5, Euro 14,00).

Nel testo tantissimi sono i riferimenti a Famiglie della provincia di Avellino e di Calabritto nello specifico, meravigliosa realtà che ho avuto modo di conoscere e di apprezzare quando ho pubblicato il libro “La famiglia Di Popolo da Calabritto” (ed. Boopen, Napoli 2010).
Le famiglie campane” è acquistabile in ogni libreria oppure contattando la casa editrice Kairòs Edizioni sul seguente link: http://www.edizionikairos.com/

Grazie a Tutti per la cortese attenzione.

Fabio Paolucci

Le famiglie campane