I webinar di Dati.gov.it: due nuovi seminari online sui dati aperti

I webinar di Dati.gov.it: due nuovi seminari online sui dati aperti

Pubblicato il: Ven, 07/12/2012 – 18:15 su DataGov.it – (LINK)

Chiudiamo questo primo anno solare di attività con due nuovi webinar dedicati, come sempre, ai temi dell’open government e i dati governativi aperti. Nelle prossime due settimane avremo modo di approfondire: i formati più evoluti con cui le PA possono rilanciare il loto patrimonio informativo aperto; e quali saranno gli obblighi normativi a cui gli enti pubblici dovranno rispondere dal 1 gennaio 2013 in tema di trasparenza e opendata.

Come di consueto i seminari si svolgeranno di giovedì dalle 12.00 alle 13.30, sono gratuiti e aperti a tutti (fino ad esaurimento posti) e –  a seguito di ogni webinar – i materiali e le registrazioni saranno rese disponibili su Innovatori PA – Gruppo Dati aperti. Di seguito il programma dei prossimi due webinar:

  • 13/12/2012 – Linked open data nella pubblica amministrazione. Uno degli aspetti più importanti della pubblicazione dei dati aperti da parte di una PA risiede proprio nella qualità del dati, finalizzata soprattutto a rendere quegli stessi “appetibili” per un riutilizzo creativo da parte degli sviluppatori. Nel corso del seminario online vedremo quali sono le caratteristiche principali dei LOD e come una ente pubblico può organizzarsi per esporre i propri dati in formato linked.  Relatori: Silvia Mazzini (Regesta.exe) Ginaluca Vannuccini (Comune di Firenze)
  • 20/12/2013 –  Nuovi obblighi per la PA in tema di trasparenza e open data. Seminario on line si concentra sui nuovi obblighi di trasparenza e di pubblicazione dei dati della PA in vista dell’approvazione del decreto Crescita2.0, delle modifiche introdotte sul CAD e, contestualmente, approfondisce da un punto di vista operativo come gli enti pubblici possano intervenire per adeguarsi. Relatori: Ernesto Bellisario (Associazione Italiana per l’Open Government ) e Roberto Scano (IWA)

Iscriversi ai webinar

L’iscrizione ad uno o più webinar può essere effettuata compilando questo modulo online. Trenta minuti prima dell’orario di inizio verrà inviata un’email a tutti gli iscritti con le istruzioni per accedere al Webinar.

Come si partecipa

I Webinar si svolgono su una piattaforma per la formazione a distanza che permette la comunicazione in modalità sincrona, l’interazione tramite chat, la condivisione di documenti, la visualizzazione di slide.
Per partecipare è necessario disporre di un collegamento a Internet, un browser (Internet Explorer, Firefox o altro), una versione aggiornata di Adobe Flash Player e una cuffia. Per verificare che il proprio computer sia correttamente configurato per il collegamento alla piattaforma di collaborazione a distanza, prima del Webinar è possibile eseguire un rapido test di connessione. In caso di esito negativo della verifica, vengono fornite delle semplici istruzioni per risolvere gli eventuali problemi riscontrati.

Per informazioni

È possibile richiedere maggiori informazioni riguardo ai webinar sull’open data attraverso il form Scrivi alla redazione.

[BigData] Il Big Data Forum 2012 a Roma: le soluzioni ICT per un vantaggio competitivo

Il 21 Novembre scorso si è tenuta a Roma la 2° edizione del Big Data Forum, dallo slogan “Big Data Forum 2012: per fare chiarezza sul fenomeno dell’esplosione dei dati e scoprire le soluzioni ICT che consentono di trasformarlo in vantaggio competitivo“.

L’evento, pubblicizzato da ICT4Executive, con partner di eccezione come Microsoft, Oracle e Informatica Software, è stato condotto da relatori di riguardo, particolarmente distinti sia nel campo della ricerca ICT (in particolare, nella Business Intelligence), che in quello strategico aziendale.

Ho partecipato all’evento e vi riporto un resoconto dettagliato delle tematiche affrontate ed estrapolate dagli interventi dei relatori presenti.

 

La Big Data Analysis

Il moderatore Carlo Vercellis, responsabile dell’Osservatorio di Business Intelligence & Big Data Analytics e professore alla School Management del Politecnico di Milano, ha sottolineato che il BigData è un tema di attualità molto in voga nell’ultimo periodo, come il cloud computing del resto, ma che da fenomeno del momento deve trasformarsi in innovazione tecnologica, in grado di cambiare gli attuali schemi e paradigmi del modo di trattare le informazioni su Internet.
Come non citare lo slogan di Tim Berners-LeeROW DATA, NOW!“. Dati grezzi da trattare, che sono diventati (e diventeranno ancora) troppi e dai cui è difficile poter estrarre informazione. Un fenomeno di cui si vocifera particolarmente nell’ultimo periodo, visti gli impegni delle varie iniziative di Open Data e eGov, che “impongono” ai detentori illegittimi di dati (ndr. come pubbliche amministrazioni) di distribuire informazioni di proprietà dei cittadini.

 

I dati diventano “interessanti” solo se siamo capaci di estrarre da essi un contenuto utile, da trasformare in servizio per gli utenti finali.

 

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L’Italia e i principi fondamentali di Internet: la Rete come strumento di democrazia

Finalmente, anche una Italia propositiva sulla promulgazione della “carta” dei principi fondamentali di Internet. E’ partita dal 18 settembre la Consultazione pubblica a cui vi invito a partecipare. Affrettatevi perché si chiuderà il giorno 1 novembre 2012

Il Ministero per l’Università e la ricerca vuole “arricchire e migliorare il documento che riassume la posizione italiana sui principi fondamentali di Internet” da portare all’Internet Governance Forum (IGF) di Baku. Tutti i cittadini possono contribuire al dibattito sui cinque temi tradizionali del Forum ri-etichettati per l’occasione: principi generali, cittadinanza in rete, consumatori e utenti della rete, produzione e circolazione dei contenuti e sicurezza in rete.

Ecco i link degli articoli tratti da LaRepubblica.it:

Vi allego l’estratto del documento ufficiale del MIUR, che potete scaricare anche da qui:

La posizione italiana sui principi fondamentali di Internet
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[OpenData&SemanticWeb] Cittadinanza attiva con i Linked Open Data

Grazie al commento all’articolo “[SemanticWeb] DBpedia e il progetto Linked Data” lasciatomi da Michele Barbera (di SpazioDati.eu), sto approfondendo il discorso dei Linked Open Data, e ho letto tre validi e dettagliati riferimenti:

Ho estrapolato alcune informazioni utili per capire l’ambito di applicazione e gli obiettivi del riutilizzo delle informazioni del settore pubblico.

NOTA. I contenuti riportati di seguito vengono elaborati e presentati nel rispetto delle licenze dei riferimenti su citati (nella fattispecie Creative Commons Attribuzione-Non commerciale)

L’obiettivo dei Linked Data è quello di rendere i dati realmente comprensibili ai cittadini tramite applicazioni software sviluppate ad hoc e vedremo cosa vuol dire propriamente questa definizione. Ma è un processo che si attua soltanto se si seguono delle linee guida che permettono alle tecnologie dell’informazione di comprendere i dati e i loro collegamenti, ovvero l’informazione libera deve essere machine readable (che definiremo tecnicamente più avanti) in modo da poter creare una fitta rete di collegamenti e dare un significato al dato stesso (linked data).

 

Da dove nasce? Tutto ha origine dalla dottrina “Open Government” promossa dall’amministrazione Obama (anno 2009), arrivando a coniare la definizione diOpen Government Data, che si sta diffondendo nei paesi industrializzati con l’obiettivo di ottenere l’accesso libero e proattivo ai dati di un ambito specifico: istituzioni politiche e pubblica amministrazione. La dottrina prevede l’apertura di governi e PA verso nuove forme di trasparenza e partecipazione (e collaborazione) dei cittadini alla “cosa pubblica”.
Ma in realtà, la filosofia dell’accesso libero all’informazione nasce già prima, dal movimento Open Source, da termini come copyleft, Web2.0 (e, quindi, social software).
Nel Web tradizionale, la natura della relazione tra documenti è implicita perché l’HyperText Markup Language (HTML) non è in grado di esprimerne la semantica: i collegamenti (link) tra documenti non esprimono il tipo di relazione che li lega.
Tim Berners-Lee, nella sua prima proposta presentata al CERN nel 1989, espresse la necessità di creare un ipertesto globale, dove le informazioni fossero tutte collegate tra di loro, ma dove la ricerca dei contenuti avesse come risultato i documenti che davvero corrispondevano alla esigenze di chi fa la ricerca. Tale ipertesto globale (web semantico) si può creare con un sistema di gestione dell’informazione a grafo, i cui nodi sono collegati da link ipertestuali “etichettati”, ossia con la descrizione del tipo di relazione che si stabilisce tra due nodi. Si passa dal “World Wide Web” visto come una rete di documenti ad una “rete di dati” (Web of Data), dove i dati stessi sono inseriti in un contesto e, dunque, arricchiti di semantica. Cosa ancora più importante è che lo scopo del Web Semantico è quello di dare vita ad una “ragnatela” di dati elaborabili dalle macchine (machine readable, appunto). Il Web Semantico (o web dei dati) è l’obiettivo finale e i linked data offrono i mezzi per raggiungerlo.