[Javascript] Un nuovo modo di scrivere il front-end con Backbone.js + CoffeeScript

Ultimamente sto usando il framework Backbone.js per scrivere il front-end di una web app, con un linguaggio molto minimale, e non proprio immediato, che è CoffeeScript. Non condivido appieno le implementazioni “massicce” lato front-end in Javascript, forse perché sono un convinto “accessibilista”, e forse perché non ho ancora compreso appieno quanto sia accessibile lo stesso Javascript. Comunque, sono contrario ad avere troppa logica spostata sul client e la struttura delle stesse pagine mi piace averla ben organizzata e semplice.

Tuttavia, questo Backbone, che implementa una “logica MVC” lato front-end, ho visto che è parecchio utilizzato in parecchie web app importanti.

Vi allego un ottimo tutorial, oltre al link della documentazione ufficiale e un ebook (a pagamento):

Da quanto si legge su HTML.it, per la sua architettura, Backbone.js rientra nella categoria delle librerie MV*, in quanto implementa Model e View, ma non ha un componente Controller tradizionale, delegandone i compiti alle View e ad un componente di routing. Questo approccio è abbastanza diffuso in ambito JavaScript, dove la diversa e più complessa gestione dell’interazione utente e dello stato dell’applicazione non si adattano bene ai compiti di un controller.

 

I componenti base di Backbone.js sono:

  • Backbone.Model: modelli
  • Backbone.Collection: liste di modelli
  • Backbone.View: view
  • Backbone.Router: routing e gestione centralizzata dello stato dell’applicazione

CoffeeScript, invece, non è altro che una riscrittura sintattica di Javascript, che si rifà a Ruby e Python. E’ simbioticamente legato, ma non necessario, a Backbone.js, visto che l’ha creato lo stesso Jeremy Ashkenas  (insieme ad Underscore.js ed Handlebars.js, librerie Javascript di utility, che è buono e consigliato conoscere per usare Backbone).

Eccovi un rapido tour nella sintassi CoffeeScript: CoffeeScript – perchè amarlo?

L’accoppiata Backbone+CoffeeScript ha un bel pò di vantaggi che ho potuto apprezzare:

  • semplicità e pulizia nella scrittura del codice, grazie ad una sintassi molto minimale (si richiede una conoscenza di base della sintassi Python)
  • il paradigma MVC crea una struttura di progetto ben organizzata, dove ogni cosa è al suo posto
  • propagazione di eventi e dell’aggiornamento “automatico” dello stato dei modelli e delle viste collegate
  • modalità di testing con fixture molto semplice e veloce
  • librerie di utility Javascript che implementano logiche anche complesse
  • realizzazione di Single-Page Application e di web app per il mobile (Using backbone.js with jQuery Mobile)
  • Backbone+REST=GRAVY: integrazione “nativa” di Backbone con le API REST (Vedi l’articolo sulla filosofia REST su questo blog)
  • possibilità di utilizzare tutto ciò che è Javascript (anche librerie come jQuery)
Gli svantaggi, a mio parere, sono:
  • troppa logica Javascript lato front-end
  • troppi modelli e viste possono rendere difficile la lettura e complicare la “navigazione” del progetto
  • se non si definisce un “modus operandi” e una struttura di progetto con relative “regole” e “convenzioni” prima dell’inizio della fase di sviluppo, risulta difficile lavorare in gruppo e scrivere software “manutenibile”
  • tecnologia molto evoluta e complessa, con una curva di apprendimento bassa
  • scarsa compatibilità con browser “datati”

Scritto ciò, se siete smanettoni Javascript, Backbone+CoffeeScript dovete assolutamente conoscerli ed usarli.

Vi allego un file di testo con delle note mie estratte dalla documentazione ufficiale di Backbone.

Backbonejs Notes
Titolo: Backbonejs Notes (0 click)
Etichetta:
Filename: backbones.txt
Dimensione: 25 kB