[Accessibilità] Legge Stanca: finora una norma in bianco. Sta cambiando?

Logo di accessbilità CNIPAAccessibilità dei siti istituzionali? Finora solo utopia. Una legge rimasta nel cassetto, senza il supporto di un vero e proprio organismo di vigilanza (forse il CNIPA?) capace di regolamentare un obbligo che è diventato legge nel 2004 (Legge Stanca sull’accessibilità – Legge n. 4 del 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”). Eppure è una legge, ma che in Italia resta solo un mero termine, che per gli organismi pubblici diventa una linea guida “facoltativa”.

La Legge Stanca, nei confronti della pubblica amministrazione, reca degli obblighi, a cui applicare, in teoria, sanzioni in caso di infrazione.

E’ previsto, infatti, che i siti Web delle pubbliche amministrazioni creati ex-novo o soggetti a «rinnovo, modifica o novazione» dovranno essere accessibili (entro 12 mesi) secondo le linee guida definite nel regolamento tecnico e che i nuovi contratti stipulati siano colpiti da nullità, qualora non rispettino i requisiti di accessibilità (Art. 4).

Ma è rimasta teoria insomma, soggetta ad interpretazione e incostituzionale in alcuni punti: Legge Stanca: la sanzione della nullità dei contratti

Una “norma in bianco”? Chi ne paga le conseguenze? I cittadini tutti. Siti internet che dovrebbero offrire “sportelli elettronici” online, quasi sempre inaccessibili, non usabili e che arrecano danno e disservizio. L’Italia vuole stare al passo tecnologico con il resto di Europa? Ma se sta indietro almeno 10 anni sulla roadmap verso la digitalizzazione dei servizi della PA?

Le PA abbracciano un bacino di utenza molto ampio e il livello di rischio è relativamente alto e non possono trascurare il requisito dell’accessibilità, che è legge!

accessibileSi parla di Agenda Digitale, ma prima di tutto si dovrebbe far applicare alla lettera la Legge Stanca, multando o mettendo offline quei siti che non superano i 22 requisiti di accessibilità che la normativa impone. Scandaloso l’esempio dell’ISTAT che l’anno scorso mise online il questionario per il referendum presentando una form inaccessibile. Esemplare è stata la denuncia del liceale leccese non vedente, Vincenzo Rubano, che li ha “sputtanati” con l’ottima iniziativa “Ti tengo d’occhio“, il sito web dedicato all’accessibilità e che ha come obiettivo primario, appunto, quello di denunciare siti e programmi poco o per nulla accessibili ai ciechi e agli ipovedenti (vedi anche articolo, “Ti tengo d’occhio sito istituzionale”). Si, perché l’unica cosa che si può fare è denunciare i cosiddetti CED interni delle PA, che dovrebbero essere centri informativi di eccellenza. La domanda è lecita: è ancora utile avere un CED interno nella Pubblica Amministrazione?

Voci del silenzioNe approfitto per informarvi che ieri a Catanzaro si è tenuta la conferenza  “Le voci del silenzio”, che propone di individuare i crocevia per l’incontro, la promozione e la conoscenza di problemi economici-sociali, con particolare riferimento alla ricerca di tutte le azioni atte a favorire e facilitare il recupero e l’inserimento nel tessuto socio-economico dei portatori di handicap, tossicodipendenti, ex reclusi. Tra i tanti illustri relatori previsti nel programma della conferenza, figura proprio Vincenzo Rubano, il quale presenterà il suo progetto “Ti tengo d’occhio”. Lo studente salentino, inoltre, presenterà alla platea “V4B – Video4Blind”, la sua originale idea per rendere “visibili” ai non vedenti i video pubblicati su Youtube e su altri media similari.

Dopo l’approvazione del Decreto Crescita 2.0 qualcosa sembra muoversi. Tra le novità più importanti introdotte dal decreto:

  • gli utenti sono invitati a segnalare eventuali inadempienze all’Agenzia per l’Italia Digitale; nel caso la segnalazione sia fondata, sarà richiesto l’adeguamento del servizio entro 90 giorni dalla segnalazione;
  • gli obblighi della legge Stanca si estendono anche ai soggetti privati che forniscono servizi alle PA;
  • il 31 marzo di ogni anno, le PA saranno tenute a pubblicare l’elenco degli obiettivi di accessibilità per l’anno corrente;
  • nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, le sanzioni per inadempienza andranno a gravare sui dirigenti responsabili in termini di valutazione prestazionale.

Andranno a gravare sui dirigenti responsabili in termini di valutazione prestazionale? Non penso gli abbasseranno gli stipendi o manderanno a casa…

I webinar di Dati.gov.it: due nuovi seminari online sui dati aperti

I webinar di Dati.gov.it: due nuovi seminari online sui dati aperti

Pubblicato il: Ven, 07/12/2012 – 18:15 su DataGov.it – (LINK)

Chiudiamo questo primo anno solare di attività con due nuovi webinar dedicati, come sempre, ai temi dell’open government e i dati governativi aperti. Nelle prossime due settimane avremo modo di approfondire: i formati più evoluti con cui le PA possono rilanciare il loto patrimonio informativo aperto; e quali saranno gli obblighi normativi a cui gli enti pubblici dovranno rispondere dal 1 gennaio 2013 in tema di trasparenza e opendata.

Come di consueto i seminari si svolgeranno di giovedì dalle 12.00 alle 13.30, sono gratuiti e aperti a tutti (fino ad esaurimento posti) e –  a seguito di ogni webinar – i materiali e le registrazioni saranno rese disponibili su Innovatori PA – Gruppo Dati aperti. Di seguito il programma dei prossimi due webinar:

  • 13/12/2012 – Linked open data nella pubblica amministrazione. Uno degli aspetti più importanti della pubblicazione dei dati aperti da parte di una PA risiede proprio nella qualità del dati, finalizzata soprattutto a rendere quegli stessi “appetibili” per un riutilizzo creativo da parte degli sviluppatori. Nel corso del seminario online vedremo quali sono le caratteristiche principali dei LOD e come una ente pubblico può organizzarsi per esporre i propri dati in formato linked.  Relatori: Silvia Mazzini (Regesta.exe) Ginaluca Vannuccini (Comune di Firenze)
  • 20/12/2013 –  Nuovi obblighi per la PA in tema di trasparenza e open data. Seminario on line si concentra sui nuovi obblighi di trasparenza e di pubblicazione dei dati della PA in vista dell’approvazione del decreto Crescita2.0, delle modifiche introdotte sul CAD e, contestualmente, approfondisce da un punto di vista operativo come gli enti pubblici possano intervenire per adeguarsi. Relatori: Ernesto Bellisario (Associazione Italiana per l’Open Government ) e Roberto Scano (IWA)

Iscriversi ai webinar

L’iscrizione ad uno o più webinar può essere effettuata compilando questo modulo online. Trenta minuti prima dell’orario di inizio verrà inviata un’email a tutti gli iscritti con le istruzioni per accedere al Webinar.

Come si partecipa

I Webinar si svolgono su una piattaforma per la formazione a distanza che permette la comunicazione in modalità sincrona, l’interazione tramite chat, la condivisione di documenti, la visualizzazione di slide.
Per partecipare è necessario disporre di un collegamento a Internet, un browser (Internet Explorer, Firefox o altro), una versione aggiornata di Adobe Flash Player e una cuffia. Per verificare che il proprio computer sia correttamente configurato per il collegamento alla piattaforma di collaborazione a distanza, prima del Webinar è possibile eseguire un rapido test di connessione. In caso di esito negativo della verifica, vengono fornite delle semplici istruzioni per risolvere gli eventuali problemi riscontrati.

Per informazioni

È possibile richiedere maggiori informazioni riguardo ai webinar sull’open data attraverso il form Scrivi alla redazione.