[ECODAY] La giornata ecologica a Calabritto – ECODAY 2016

Il giorno 26 Agosto scorso si è tenuta la 3° Edizione dell’ECODAY a Calabritto, una giornata ecologica organizzata insieme agli amici de @LuBannaiuolu, della @Comunità Parrocchiale Calabritto e di @MarcusAntonius Russus LoScrigno Quaglietta, con il patrocinio del Comune di Calabritto.

Ecoday a Calabritto

venerdì, 26 agosto 2016 9:00 am

@ Calabritto, Campania

Creator: LuBannaiuolu

L’evento ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare il problema della pulizia delle aree verdi delle nostre montagne e ripulirle dall’immondizia lasciata da gente noncurante. Purtroppo, la partecipazione all’evento da parte dei giovani di Calabritto è stata scarsa (come nella passata edizione del 2011 è stata ammirevole la presenza dei Quagliettani).

Nelle aree dove siamo intervenuti abbiamo trovato di tutto, dai rifiuti da pic-nic a materiale ingombrante. Vere discariche a cielo aperto, nei boschi del Parco Regionale dei Monti Picentini. Dopo il tanto lavoro, abbiamo pranzato tutti insieme al Gaudo e, nonostante eravamo pochi, lo spirito dell’iniziativa e la voglia di divertirsi non sono mancati.

L’album delle foto dell’Ecoday sono state caricate su Facebook a questo link: Foto ECODAY 2016

ECODAY 2017

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[Storia&Folklore] Quaglietta Ieri & Oggi (di Dina Ficetola)

Sono orgoglioso di pubblicizzare la presentazione del testo storico “Quaglietta Ieri e Oggi” di mia sorella, la dott.ssa Dina Ficetola.

L’evento si terrà Domenica 3 gennaio ore 19.00 presso la Chiesa Santa Maria del Carmine di QuagliettaIl lavoro, condotto con costanza, pazienza e grande impegno, è un grande regalo per la Comunità del nostro paese, soprattutto per la frazione Quaglietta, perché tiene vivi la memoria, le tradizioni e il folklore di un popolo la cui storia è stata davvero ricca. Opera di memoria e storia da tramandare alle generazioni future.

Quaglietta_Ieri&Oggi_Locandina

Quaglietta_Ieri&Oggi_Presentazione

Quaglietta_Ieri&Oggi_Presentazione
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Spopolamento e dinamiche demografiche a Quaglietta

La storia di Quaglietta è, da sempre, caratterizzata e marcata da momenti, in cui il fenomeno dello spopolamento ha avuto i suoi effetti più evidenti. La forte diminuzione della quantità di popolazione è stato, spesso, qui, il risultato dell’abbandono volontario, forzoso, o repentino oppure effetto di flussi continui e prolungati di abbandoni da parte dei Quagliettani, le cui conseguenze si protraggono fino ai giorni nostri (secc. XVII – XXI, ben documentati nell’opera di Domenica Corrado: Quaglietta, dinamiche demografiche di un habitat irpino). A parte l’esodo demografico conseguente a disastri o calamità naturali e umane, il fenomeno più significativo è quello conseguente alle migrazioni di Quagliettani, in cerca di nuove terre su cui edificare (Inghilterra, Americhe, Nord Italia per lo più), speranzosi in una qualche probabilità di miglioramento economico e, non ultima, di sopravvivenza. La prima legge approvata il 30 dicembre del 1888, n. 5866, sull’emigrazione, all’epoca di Umberto I, ha sicuramente incentivato ed innescato maggiormente tale tendenza, rendendola oggi inarrestabile. La scarsa circolazione di denaro, la deficienza del lavoro, le risorse presenti sul territorio, la mancanza di infrastrutture e servizi indispensabili, allora ed ora più che mai, in un’epoca in cui la mobilità sociale non ha e non deve avere limiti, uniti ad altri fattori di carattere più strettamente soggettivo, sono gli elementi socio-economici scatenanti di un sempre più mutevole trend demografico, i cui dati statistici rilevati sono certamente sconcertanti.

Allo stato attuale, lo stesso www.lubannaiuolu.net, con il mensile cartaceo, costituisce quel “ponte per l’informazione”, volto a solidificare il legame con la propria terra d’origine e per restare in contatto, virtualmente, con Calabritto e Quaglietta. Dalle visite effettuate sul portale, dal 2007 ad oggi, al primo posto, è possibile constatare collegamenti dall’Italia (in particolare, Lazio, Campania e Nord Italia, circa l’87,11%), seguita dagli Stati Uniti (5,95%, in particolare New Jersey, New York, California, Delaware), e dal Regno Unito (3,01%), con considerevoli accessi riscontrabili in Germania, Canada, Francia, Svizzera, Russia, Venezuela, Australia, America latina, Svezia, Polonia, Spagna. Questo ci permette di verificare la cronologia e il numero degli accessi con la relativa localizzazione di coloro che si connettono al portale, buona parte dei quali sicuramente di emigrati.

La diminuzione progressiva della popolazione Quagliettana è causa di una contrazione dei matrimoni e delle nascite e soprattutto, si assiste ad un graduale invecchiamento della popolazione esistente, in seguito al miglioramento degli standard qualitativi della vita, che ha portato ad un prolungamento della durata della vita media. Infatti, dai dati anagrafici ricavati dagli Archivi Comunali, dal 01.01.2009 al 31.12.2013, risultano circa 11 i nati e 42 i morti. Il numero dei votanti attuali della quarta sezione Quagliettana è di 397.  Per quanto riguarda la fascia d’età compresa tra anni 0-18, ad oggi, ripartiti in maniera disomogenea, si contano circa 59 unità, tra bambini, ragazzi e giovani, di cui 5 trattasi di bambini compresi tra gli 0-3 anni.  Molti di questi, poi, sono distribuiti, incoerentemente, tra il territorio di Calabritto, Senerchia ed Oliveto Citra, per quanto riguarda l’istruzione obbligatoria, in particolare scuola primaria e secondaria di primo grado. Sommando il numero dei votanti a quello della fascia d’età 0-18 è possibile ricavare il numero complessivo degli abitanti. Si tratta, ovviamente, di un dato indicativo poiché bisogna considerare che, tra le unità stimate, molti sono coloro che non risiedono da anni in paese, molti con doppia cittadinanza, molti coloro che non rientrano da tempo, molti coloro che ci lasciano… insomma, i casi sono molti e le ragioni le più varie. Quello che si può affermare con certezza è che risiede stabilmente nel paese meno della metà del numero complessivo degli abitanti durante tutto l’anno, mentre il paese sembra ripopolarsi magicamente con l’arrivo delle stagioni più calde e in prossimità delle feste.

La gran parte della popolazione è, dunque, costituita da anziani; poche le giovani coppie che si formano e che vivono in loco, spesso supportate dai loro familiari; appena sufficiente la circolazione di denaro nelle attività commerciali esistenti, data la scarsità di popolazione ivi rimasta e le continue tasse da versare e spesso, brevi e inappaganti le esperienze lavorative sul posto; molti i beni immobili in disuso, o in vendita o in affitto, per pochi euro, soprattutto nel periodo estivo, per la permanenza di emigrati, che sopraggiungono a centinaia per le feste patronali, o di turisti interessati alle vicine terme o a vivere qui un periodo di relax e tranquillità, lontani dalla congestione cittadina; altrettanto poca quella gente che non rinuncia ad abbandonare la propria terra e la propria identità, e a combattere affinché la propria “eredità” non venga recisa. Eppure, una cosa positiva c’è: l’inflazione galoppante nella nostra Nazione riesce ad essere più contenuta qui che altrove; in linea generale, la produzione agricola e artigianale è in grado di garantire il soddisfacimento e la produzione di beni di prima necessità, sicuramente non come un tempo, ma a livelli discreti, ma se opportunamente sfruttate, potrebbero se non pareggiare, quanto meno provare ad eguagliare quelle di una volta; quelle poche risorse naturali e paesaggistiche disponibili e altri beni, non ultima la Casa-Albergo per gli Anziani e il Borgo Medioevale, con il connesso appoggio degli enti e delle istituzioni qui presenti, potrebbero arrestare il flusso migratorio. Nulla di nuovo, insomma. Simili risorse, se sfruttate ed utilizzate in maniera intelligente, avendo a disposizione adeguati capitali economici per poterlo fare, potrebbero, in parte, dati i tempi critici, arrestare il problema occupazionale e la conseguente migrazione. Il turismo potrebbe essere una possibilità di sviluppo, attraverso la messa a punto di itinerari di turismo ecologico, culturale ed enogastronomico, con la costituzione di un sistema turistico sostenibile e responsabile. Altre se ne potrebbero enunciare: migliorare la mobilità, le infrastrutture e i servizi maggiormente “sensibili” ai fini della qualità della vita (o crearli ex novo, dato che sono praticamente nulli: la stessa SS 7 Ofantina non ha, di certo, favorito la mobilità in paese, che era fiorente negli anni passati, essendo zona di transito per l’interno); recuperare e riqualificare gli edifici, gli spazi pubblici e le reti di servizio; responsabilizzare maggiormente le associazioni presenti sul territorio e rendere tutti più attivi, valorizzando le energie sociali il più possibile; attrarre nuovi abitanti, inclusi gli immigrati, attraverso la messa a disposizione a condizioni di vantaggio di immobili pubblici e privati non utilizzati da destinare ad attività produttive, terreni e case rurali non utilizzati da destinare ad attività agricole, forestali e di turismo rurale; valorizzare le produzioni tipiche locali sia alimentari che artigianali; mobilitare i saperi sociali e le competenze diffuse, tra cui il sapere dei pastori, dei contadini, degli artigiani e delle casalinghe nel produrre beni e servizi; incoraggiare il contatto tra paesi, ampliando la capacità di risonanza e di mobilitazione delle iniziative;   … queste ed altre idee che, sicuramente, senza le opportune risorse economiche, non possono essere realizzate nel concreto, ma che restano, per il momento, utopiche. Ciò che, invece, non resterà un’illusione è che, di questo passo, perdendo abitanti, “La Quaglietta” potrebbe subire una inevitabile estinzione; la propria identità culturale, il patrimonio locale, la sua tipicità si deteriorerebbe  e perderebbe il suo valore; quelle poche attività verrebbero abbandonate, tradizioni millenarie, uniche, irripetibili finirebbero per sempre, mentre aumenta il dissesto idrogeologico connesso alla mancata cura del territorio per effetto dello spopolamento e, parallelamente, cresce la congestione nei centri urbani più vicini e più fiorenti e crescono i problemi di degrado ambientale. La continua perdita di popolazione rappresenta, quindi, un grave rischio dal punto di vista socio-culturale, economico, fisico e geologico. In particolare, l’abbandono del presidio del territorio comporta la perdita di interesse sia da parte della popolazione stessa rispetto alla corretta manutenzione del territorio, sia da parte delle pubbliche istituzioni.  Lo spopolamento risulta essere un limite ai processi di qualificazione e sostenibilità territoriale. Contrastarlo è, dunque, un dovere della politica e delle Istituzioni di ogni ordine e grado; una sfida difficile e complessa, che va comunque affrontata, riducendo i fattori di espulsione della popolazione residente e potenziando i fattori di attrazione di nuove attività e abitanti.

Nonostante queste premesse, per certi versi, preoccupanti, si rende necessaria, ora, questa fase di forte, di incisiva e determinante presenza dei nostri paesi, “luoghi della memoria”, anche nelle dinamiche e nelle lotte che, ogni giorno, toccano l’intera Valle del Sele. Per fare ciò, è necessario partire dal basso, rendere ancora più solido il senso di identità che fortifica lo spirito di un popolo (il “Volksgeist” hegeliano), altrimenti tutto si distrugge. La consapevolezza del proprio passato, l’orgoglio e la fiducia nelle proprie potenzialità e la voglia di rinnovamento ed essere attivi possono dare quell’incentivo opportuno e necessario, utile per un futuro migliore e più equilibrato.

Dina Ficetola

LuBannaiuolu.net compie 7 anni: lo festeggiamo con LuBannApp per Android

lubannapp-androidLa Community online di Calabritto e Quaglietta, LuBannaiuolu.net, ha compiuto 7 anni lo scorso 10 gennaio. Per celebrare l’occasione, un amico dei Bannaiuolesi ci ha regalato l’app LuBannApp per Android. Finalmente, a distanza di poco più di due anni dalla pubblicazione dell’app per i dispositivi iOs, è arrivata anche quella per i device degli “androidiani”.

Ringrazio, a nome di tutta la Community, Giuseppe Straziota che, con la passione e la volontà, ci ha fatto questo bellissimo regalo!

Vi riporto i link per il download da Play Store (Android) e da Apple Store (iOs):

Ecco la descrizione delle funzionalità de LuBannApp:

LuBannApp è l’applicazione mobile de LuBannaiuolu.net, la Community online di Calabritto e Quaglietta. L’applicazione consente di avere informazioni sugli eventi, le manifestazioni, i fatti di cronaca della Gemma dell’Irpinia e del Borgo. Consente di navigare nel forum e nella gallery, di visualizzare i giornalini e contattare la redazione.

Ecco nel dettaglio le funzionalità previste:

  • Navigazione del forum: visualizzazione dei topic e dei post degli utenti, suddivisi per board;
  • Visualizzazione delle ultime 20 news;
  • Visualizzazione delle foto nella Gallery, suddivise in sezioni;
  • Lettura dei numeri del giornalino, suddivisi per anno;
  • Informazioni sulla redazione e sui contatti

Scarica l’applicazione LuBannApp e iscriviti al sito www.lubannaiuolu.net!

L’applicazione verrà migliorata ed aggiornata periodicamente. Dacci un tuo feedback, ma evita recensioni negative, visto che è free!

ATTENZIONE: L’applicazione necessita di una connessione ad Internet!

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23 Novembre 1980: una data da non dimenticare

Fate prestoCome già scritto nella sezione Consigliati, il 24 Novembre prossimo, nel mio paese si terrà la Seconda Edizione del Premio “23 novembre”, per ricordare tutti i cari paesani che hanno tanto sofferto la sera del terremoto del 1980. Diversi saranno i momenti che si terranno la sera dell’evento, organizzato dall’Associazione Aurora e da LuBannaiuolu. Il più importante è sicuramente il premio assegnato quest’anno al maresciallo Fiore Gaeta e ai volontari del gruppo scout di Rutigliano (Bari).

Diversi anche gli interventi dei alcuni concittadini, intervallati da 3 videoclip, di pochi minuti ciascuno, che ho videomontato e ritagliato da uno Speciale RAI abbastanza datato, girato in occasione del 10° Anniversario del terremoto. Il film è stato digitalizzato da una vecchia videocassetta e presenta immagini abbastanza distorte, ma che riescono comunque a trasmettere il dolore e la sofferenza provata dai paesani in quel triste momento.

Ecco di seguito la scaletta e le introduzioni ai 3 videoclip, che verranno proiettati la sera del Premio “23 Novembre”. Dopo l’evento pubblicherò anche i video.

Invito i paesani a partecipare attivamente per non dimenticare!

 

Introduzione

23 Novembre 1980 – una data da ricordare, per tutti gli Irpini e i paesani che hanno sofferto e perito nel tragico sisma. Un evento che ha cambiato per sempre il volto e la vita del nostro paese.

Per ricordarlo abbiamo estratto 3 brevi videosequenze da uno speciale realizzato dalla RAI in occasione del decennale dell’Anniversario del Terremoto del 1980. Ci scusiamo anticipatamente per la bassa qualità delle immagini, ma siamo certi che dalla riproduzione sarete ugualmente emozionati.

1° Sequenza. La prima sequenza ci fa ricordare com’era Calabritto prima del tragico evento. Il folklore, la tradizione e la devozione religiosa di un paese.

Una ripresa aerea ci farà vedere come il terremoto ha spazzato via la fisionomia e la storia di tutto il nostro centro urbano. Noteremo un centro storico completamente distrutto durante una passeggiata lungo le strade dei ricordi…

2° Sequenza. Nella seconda sequenza vedremo come si è usciti dall’emergenza molto a rilento. Una mensa allestita al campo sportivo a distanza di parecchi mesi dal sisma. Il disagio e le lamentale dei paesani che avevano perso tutto e non potevano nemmeno cucinare nelle loro “nuove” temporanee abitazioni. Vedremo anche il sisma raccontato dai bambini, in attesa di ritornare a scuola per condurre di nuovo una vita normale.

Sismografo Irpinia

3° Sequenza. Nell’ultima sequenza, ascolteremo i tragici 90 secondi del sisma, registrati durante lo trasmissione serale di folk di Radio Lioni. Alle ore 19:34, il sisma irrompe con degli assordanti “bombardamenti”. Il sismografo impazzito esce fuori dal tracciato, facendo registrare un decimo grado sulla scala Mercalli.

Comparirà anche l’acrilico dell’artista Keith Haring, intitolato “Senza titolo”, e realizzato in occasione del Terremoto dell’Irpinia, insieme a tutte le opere della collezione Amelio, esposta presso la Reggia di Caserta.

Keith Haring - Senza titolo

Un evento che non dobbiamo assolutamente dimenticare, per commemorare tutti i paesani scomparsi e tutti coloro si sono sacrificati e prodigati ad aiutare la nostra Comunità. 

Premio 23 Novembre 1980

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Il dottore PEPPINO DI TROLIO, Il maresciallo FIORE GAETA, furono tra i simboli del 23 NOVEMBRE 1980 a Calabritto. E con loro tanti, tantissimi nostri concittadini che in quella maledetta notte e nei terribili giorni successivi si spesero per aiutare la comunità scossa dal disastro.
Per omaggiare quelle persone è stato istituito da Aurora Pubblica Assistenzae LuBannaiuolu il Premio “23 novembre 1980”.
Una manifestazione che vuol ricordare ed esprimere una gratitudine infinita a figure indelebili, impresse nella memoria storica del paese; e vuol farle conoscere alle nuove generazioni, che non hanno vissuto il sisma, ma che devono essere riconoscenti nei confronti di chi è stato accanto ai loro cari in un momento drammatico e tristissimo.

In questa seconda edizione del Premio verranno premiati il maresciallo Fiore Gaeta e i volontari del gruppo scout di Rutigliano (Bari)

IL PREMIO SI SVOLGERA’ DOMENICA 24 NOVEMBRE ALLE 18:00 PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI CALABRITTO.

Un appuntamento a cui è attesa una grande e sentita partecipazione da parte di tutta la comunità calabrittana.

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Un fumetto storico sul guerriero Spartaco e le sue battaglie nella Valle del Sele

Un fumetto sulla storia del guerriero Spartaco, sulla mia terra. Opera unica ed originale, realizzata ancora una volta da chi non vive nella nostra Irpinia, ma che si innamora della sua storia e cultura, oltre che della bellezza del paesaggio.

Brillante l’idea di rappresentare un fatto storico con fumetti, sicuramente di più immediata ed interessante fruizione. Una passione che l’abruzzese James Fantauzzi ha saputo trasmettere con il vivo entusiasmo, valorizzando una vicenda del nostro passato che si era persa nei pochissimi libri che ce l’hanno tramandata.

Volendo citare Cicerone, personaggio celebre del periodo storico in cui ci collochiamo: “La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzio dell’antichità”.

Lo scenario è quello della valle del Sele, al confine tra l’Irpinia e la Lucania, che vanta una storia millenaria, con i suoi territori abitati molto prima dell’epoca pre-cristiana, che offriva (ed offre ancora) tante ricchezze di pascolo e di coltivazione, lambite dal fiume omonimo che nei secoli ha marcato il suo passaggio fino alle foci di Poseidonia, l’attuale Paestum, antichissima città della Magna Grecia. Non dimentichiamo che la valle del Sele era la zona di confine tra varie popolazioni, tra cui Sanniti, Osci e Lucani, prima acerrime nemiche dei Romani e poi, sottomesse, diventate i loro punti di forza per garantire la stabilità politica del territorio. Una terra che viene citata persino da Virgilio nell’Eneide, luogo del tempio dedicato alla dea Mefite, dove lui riteneva ci fosse una delle porte per accedere all’Inferno.

La posizione strategica del territorio ha permesso all’esercito romano di attaccare Spartaco e il suo esercito di ribelli, nella località che ancora oggi prende il nome di Témete, dove si incontra il fiume Zagarone di Calabritto con il Sele che nasce a pochi km a Caposele. Qui Spartaco, spronando i suoi guerrieri avrebbe urlato “Temète!” contro i Romani che li accerchiarono e trovò la morte nell’ultima battaglia, probabilmente nella vicina Lucania, rimanendo tuttavia nella storia come eroe difensore del diritto legittimo della libertà.

Un grazie di cuore a James per averci regalato questo suo omaggio artistico. Purtroppo sono poche le iniziative locali intraprese per divulgare e, soprattutto, guidare le nuove generazioni alla scoperta degli stupendi posti, che molti sono, nella valle del Sele. Con la speranza che questo suo lavoro possa spronare la volontà e l’interesse per la realizzazione di tantissimi altri.

Il nostro unico dovere nei confronti della storia è di riscriverla” (Oscar Wilde).

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Per maggiori informazioni sull’opera di James Fantauzzi vi invito a vedere la discussione sul forum de LuBannaiuolu.net:

http://www.lubannaiuolu.net/forum/index.php?topic=796.0

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Auguri a LuBannaiuolu.net per i 5 anni di attività!

10 Gennaio 2007: viene registrato il dominio www.lubannaiuolu.net. Sono passati già 5 anni! Vorrei condividere qui quello che scrissi in una prefazione di un libro che ho iniziato e che, prima o poi, vorrei finire, in cui si raccontano i personaggi, le vicende, gli eventi, le emozioni che hanno interessato me e i Bannaiuolesi in questa bella e costruttiva esperienza.Tanti tanti auguri, LuBannaiuolu.net!

www.lubannaiuolu.net

Vorrei iniziare questa nuova esperienza con una parola: IDEA. Perchè vi domanderete? Non è difficile capirlo, se avete mai visitato il sito de LuBannaiuolu.net, che appunto è nato da una idea ambiziosa, da una passione, come qualcosa che già esisteva prima di nascere e che voleva materializzarsi.

“Idea” vuol dire “disegno della mente”. Un disegno che è stato inflenzato da chi ti ha fatto crescere, e non parlo solo di una mamma e di un papà. E’ la Comunità in cui cresci che ti forma caratterialmente, nel bene e nel male.
E la nostra è una Comunità particolare, non so come definirla. Bella, ma allo stesso tempo strana. Penso anche che questa sua particolarità sia dovuta un pò alle tante avversità che ha dovuto affrontare e di cui si parlerà in questo libro.

Ma in questa introduzione vorrei parlare di chi ha avuto la costanza e la voglia di parlare di Calabritto e Quaglietta, nonostante si fosse allontanato dal proprio paese e dai propri cari per qualsiasi motivo. Ringrazio soprattutto loro, perchè sono persone che tengono alle loro radici e hanno a cuore la loro Comunità, ovunque esse siano!

Già ovunque, visto che la grande invenzione Internet lo ha permesso. Un sito che è stato il mezzo di comunicazione tra Calabritto e i suoi figli sparsi per il Mondo. Questo sito è nato ad inizio 2007 e ha raccolto l’interesse di più di 400 utenti sparsi in diverse nazioni. Si è parlato di tutto, si è discusso del bello e del brutto, si sono raccolte idee (alcune messe in cantiere ed altre da parte), ma che sono servite a farci riflettere. Perchè si parte sempre da un’idea…

Perchè si è chiamato “LuBannaiuolu“? Non solo il sito, ma anche il giornale che da anni viene letto e mandato ai nostri emigranti. Il banditore, così come si traduce nel nostro dialetto, è (o meglio era) chi consegna un messaggio alla gente, chi glielo grida in faccia e lo porta nelle piazze, per le strade del proprio paese. Così come faceva mio nonno, ad esempio.
LuBannaiuolu.net è una sorta di banditore “virtuale”, che ha lo stesso scopo di quello che esisteva un tempo. Anche i mezzi sono diversi, ma il messaggio finale è il medesimo, migrato attraverso la rete. Un ponte tra il presente e il passato, con una efficacia notevole, visto le enormi distanze spaziali e temporali percorse da tutti noi.

Riassumendo, questi sono i concetti evidenziati: “idea“, dalla quale è nata un progetto, “interesse” di chi ha contribuito a non farlo estinguere, “messaggio” che è quello che LuBannaiuolu vuole trasmettere a coloro che mi piace definire Bannaiuolesi!

 

www.lubannaiuolu.net

 

Un successo rinnovato per la Compagnia Teatrale “Lo Scrigno”

Non poteva che concludersi con un successo. Un successo rinnovato, visti i risultati raggiunti dalla Compagnia Teatrale “Lo Scrigno” nelle edizioni precedenti.
La tanto attesa rappresentazione teatrale della commedia napoletana “Ospedale degli Infermi Scalzi – Stanza 327” è stata interpretata alla grande dai giovani della compagnia di Quaglietta, carichi e motivati dalla presenza dell’Arcivescovo Monsignor Alfano, che in prima fila non ha voluto mancare all’appuntamento.
Commedia attualissima che spiega la triste situazione della sanità italiana, specie nel Mezzogiorno. Fatiscienza delle strutture, posti letto e materiale ospedaliero insufficiente, errori medici. Problema conosciuto col termine di “malasanità“. Si parla anche di omertà, della nostra mentalità omissiva, di cattiva amministrazione da parte dei governanti.

La storia ruota attorno alla malformazione del protagonista Pasquale Malasomma, del quale riporto una citazione esplicitiva di tutta la trama: “La verità è che buona parte di noi napoletani, ci siamo scocciati delle cose che non vanno, ma abbiamo paura di parlare. Certo che ci vorrebbero le palle per ribellarsi, e chi meglio di me ‘o potess’ fà, che ne tengo tre di palle. Ma non è facile, credetemi, anche perché si vive una sola volta, e non voglio che io o qualcuno della mia famiglia faccia l’eroe, mentre quelli là che stanno al potere continuano a divertirsi e a festeggiare. Pago le tasse e ci devono pensare loro, una volta per tutte. Evidentemente se le cose continuano ad andare così è perché conviene“.

Ancora complimenti ai ragazzi della Compagnia Teatrale “Lo Scrigno”. Un ringraziamento per l’organizzazione va alla “Proloco Aquae Electae”, al Circolo dell’Immaginario, al Comitato Feste 2010, che col patronicinio del Comune di Calabritto hanno permesso anche quest’anno questo evento.