[Libro] “Calabritto nel 1755” di Fabio Paolucci

Fabio Paolucci, Calabritto nel 1755, ABE, Avellino 2017

Collana: “Catasti Onciari del Regno di Napoli”

CASA EDITRICE: ABE – Arturo Bascetta Edizioni di Avellino

 

Il libro “Calabritto nel 1755” è uno studio attento del Catasto Onciario di Calabritto, redatto per ordine di Carlo III di Borbone, il quale con le “istruzioni” emanate dalla Regia Camera della Sommaria di Napoli il 17 marzo 1741 diede avvio a questo grande progetto di censimento dei beni in tutto il Regno di Napoli.

Anche l’Università di Calabritto (l’Universitas era l’antico Comune), che era in Principato Citeriore, rispose all’appello insieme a tutte le altre città, terre e casali del Regno, ultimando nel 1755 la “confezione” del suo catasto, detto Onciario in quanto la valutazione dei patrimoni sia immobiliari che da bestiame o finanziari, veniva stimata in base all’unità monetaria teorica di riferimento, l’oncia, corrispondente a sei ducati.

Il Catasto Onciario di Calabritto è composto da ben 5 volumi manoscritti, che comprendono gli “Atti preliminari”, ossia tutti gli atti che riguardano l’organizzazione dei lavori per la redazione del Catasto, dai bandi pubblicati da “Sindico” ed “Eletti” ai verbali dei “pubblici parlamenti” nella piazza per le nomine dei deputati e degli apprezzatori, le “rivele” che erano una sorta di dichiarazione dei redditi fatta da ogni capofamiglia, l’ “apprezzo”, ossia la valutazione di tutti i beni dichiarati, ed il “catasto onciario” vero e proprio, in cui è riportata per ogni capofamiglia la tassazione in once.

L’autore ha studiato approfonditamente tutte le parti che compongono questo preziosissimo documento storico, il cui originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli, nel fondo della Regia Camera della Sommaria (buste 4087-4091).

Tutte le “rivele” con le relative tasse in once sono state analizzate meticolosamente, una ad una, e trascritte in sintesi in una completa Appendice Documentaria: ben 345 famiglie, 33 vedove e vergini in capillis (ossia le donne di età maritabili non sposate), i “forastieri abitanti laici” ed i “forastieri bonatenenti” non abitanti, diverse chiese, cappelle e congreghe, nonché una decina di parroci formavano la popolazione di Calabritto nella metà del Settecento.

Dopo una breve introduzione storica, nel capitolo unico introduttivo, diviso in 5 paragrafi (1. “La confezione del General Catasto nella Terra di Calabritto”; 2. “Mestieri, professioni e società”, 3. “I cognomi”; 4. “I luoghi di Calabritto nel Catasto Onciario”; 5. “I luoghi pii”), viene descritta la società calabrittana della metà del Settecento sotto tutti gli aspetti, da quello socio-culturale a quello più strettamente urbanistico (toponomastica e localizzazione delle contrade), con una descrizione delle antiche contrade che formavano il borgo.

Segue una dettagliata Appendice Documentaria in cui l’autore ha riportato tutte le “rivele” (dichiarazioni dei redditi) di tutte le famiglie calabrittane, descrivendo uno ad uno tutti i nuclei familiari nelle loro composizioni e nelle proprietà che i capifamiglia possedevano.

Un esempio di rivela, estrapolata dal libro, è il seguente: «Il bracciale Antonio Perna di Giuseppe di 40 anni abita in casa propria a San Pietro e possiede 4 pecore, un somaro, vigne alle Saude, alle Fosse e alla Serra, un terreno seminatorio alle Caldare, un castagneto alla Valle di Vitale e un oliveto alle Coste dell’Ogliaro. Vive con la moglie Rosa Castagno di 36 anni e con i figli Silvestro lattante, Angela in capillis di 8 anni e Catarina di 5 anni. Nella stessa casa vive pure il fratello Pasquale Perna bracciale di 24 anni».

Lo studio analitico del Catasto Onciario di Calabritto ha consentito di approfondire aspetti sociali ed economici della vita del paese nel Settecento. Poche famiglie agiate dimostrano la presenza di un notabilato locale con notevole potere economico in una società divisa rigorosamente nei tre ceti “de’ Civili”, “de’ mediocri” e “degl’inferiori”; l’artigianato era vivace e proficuo, consentendo vere e proprie redditizie attività imprenditoriali come quelle dei “sartori”, degli “scarpari” e dei “barilari” (produttori di barili).

Infine, attraverso l’analisi dei cognomi tipici del luogo e già attestati nel Settecento è possibile ricostruire un profilo storico e genealogico di tutte le famiglie di Calabritto. Tra i cognomi più diffusi all’epoca, troviamo: Spatola, Centanni, Del Guercio, Rizzolo, Gonnella, Mattia, Raimo, D’Alessio, Grillo, Parisi, Perna, Ficetola, Megaro, Corbo, Quartuccio, Viscido, Burdo, Calcagno, Castagno, Filippone, Moretto, Zecca, Cardellicchio, Del Plato, Di Marco, Dragonetto, Gigante, Lione, Pucillo, Vetracchio, Carluccio, Di Gregorio, Di Nicola, Di Popolo, Di Trolio e Farella.

Il testo verrà presentato a Calabritto durante il periodo natalizio, in data da definire, insieme ad un altro libro sul Catasto Onciario di Quaglietta, opera degli autori Del Bufalo e dello stesso editore Bascetta.

 

BIOGRAFIA AUTORE:

FABIO PAOLUCCI (Salerno, 1982) – Appartenente ad antica famiglia di Colle Sannita (BN), è ricercatore storico presso l’Archivio del Capitolo di San Pietro in Vaticano, archivista, saggista e giornalista pubblicista. Laureato con lode in ‘Beni Culturali’ e in ‘Gestione e conservazione del patrimonio archivistico e librario’, si è specializzato in ‘Archivistica, Paleografia e Diplomatica’ presso la Scuola dell’Archivio di Stato di Napoli.

Tra le sue pubblicazioni: La famiglia Di Popolo da Calabritto. Storia, genealogia e documenti di un’antica famiglia contadina irpina (Boopen, 2010), Le famiglie campane. Tra storia, genealogie e personaggi illustri (Kairós, 2012), Francesco Flora. Le radici, l’uomo, la storia (Fausto Fiorentino Editrice, 2012) e quattro volumi per il Capitolo di San Pietro in Vaticano sulle epigrafi pagane e cristiane dell’area vaticana (ECV – Edizioni del Capitolo Vaticano, 2013-2015). Ha già pubblicato, per la presente collana Catasti Onciari del Regno di Napoli, i volumi Colle Sannita nel 1742, Praiano nel 1752 e Reino nel 1753 (ABE 2017). Sono in preparazione i testi sui Catasti Onciari di Nereto (TE), Cetara (SA) e Bonito (AV).

 

"Calabritto nel 1755" - Copertina del Libro