L’Italia e i principi fondamentali di Internet: la Rete come strumento di democrazia

Finalmente, anche una Italia propositiva sulla promulgazione della “carta” dei principi fondamentali di Internet. E’ partita dal 18 settembre la Consultazione pubblica a cui vi invito a partecipare. Affrettatevi perché si chiuderà il giorno 1 novembre 2012

Il Ministero per l’Università e la ricerca vuole “arricchire e migliorare il documento che riassume la posizione italiana sui principi fondamentali di Internet” da portare all’Internet Governance Forum (IGF) di Baku. Tutti i cittadini possono contribuire al dibattito sui cinque temi tradizionali del Forum ri-etichettati per l’occasione: principi generali, cittadinanza in rete, consumatori e utenti della rete, produzione e circolazione dei contenuti e sicurezza in rete.

Ecco i link degli articoli tratti da LaRepubblica.it:

Vi allego l’estratto del documento ufficiale del MIUR, che potete scaricare anche da qui:

La posizione italiana sui principi fondamentali di Internet

Preambolo
Internet ha sostanzialmente trasformato, se non addirittura rivoluzionato, il nostro modo di comunicare, di scambiare informazioni e di organizzare attività di natura sociale, politica ed economica. La cosiddetta “società della conoscenza” ha enormi potenzialità nella promozione di uno sviluppo economico e sociale sostenibile, favorendo la circolazione dei saperi e influenzando profondamente le dinamiche di democratizzazione e di promozione dei diritti umani. Internet sta emergendo come “Quinto Potere” in grado di favorire la responsabilizzazione di governi e mass media di tutto il mondo. Allo stesso tempo, l’uso sempre più pervasivo di piattaforme in rete e dispositivi portatili ha esposto gli utenti a nuovi rischi, non ultimo l’abuso dei dati personali a scopi commerciali o la violazione della sicurezza delle infrastrutture stesse.
Internet è un ecosistema complesso. Anzitutto è un luogo fondamentale di produzione e scambio di conoscenza e, in quanto tale, è un’inestimabile risorsa per l’educazione, l’informazione, la ricerca, e lo sviluppo dei popoli. Favorendo l’accesso all’informazione, promuove inoltre meccanismi virtuosi di trasparenza e buon governo. In secondo luogo, Internet è il motore dell’economia globale: è driver di innovazione, ma anche l’infrastruttura principale per la partecipazione delle imprese, anche locali, all’economia mondiale. In terzo luogo, Internet è una piattaforma di comunicazione interpersonale che, anche grazie alla diffusione di dispositivi mobili, sta rapidamente diventando il mezzo principe di comunicazione, in grado di abbattere barriere geografiche e di aprire nuovi canali tra istituzioni pubbliche e cittadini, promuovendo creatività, condivisione e partecipazione. Infine, Internet è un veicolo sempre più indispensabile di organizzazione sociale e partecipazione dal basso. In qualità di spazio di interazione ed aggregazione duttile, flessibile e in continua evoluzione, Internet si sta progressivamente configurando come “il più grande spazio pubblico che l’umanità abbia conosciuto” (Rodotà, 2006). In tal senso, Internet offre strumenti sempre nuovi per facilitare la partecipazione diretta dei cittadini alla vita culturale e politica del proprio paese e, più in generale, del mondo come villaggio globale. Per tutte queste ragioni, Internet può fungere da veicolo di emancipazione e promozione delle libertà fondamentali, e può stimolare processi di democratizzazione, contribuendo in tal modo a creare una società più giusta.

La continuità del funzionamento della rete, il suo potenziale sociale ed economico così come la sua libertà e flessibilità infrastrutturale sono garantiti da un approccio alla gestione della rete che deve coinvolgere gli utenti e gli attori che vi operano, siano essi imprese, istituzioni pubbliche o società civile. La governance di Internet non può prescindere dall’apporto e dalla partecipazione attiva dei netizens, ossia coloro che quotidianamente usano e costruiscono la rete e le sue applicazioni.

Principi fondamentali di Internet
I principi fondanti della rete si possono dividere in cinque sezioni, che identificano gli ambiti a cui tali principi afferiscono:

a. principi generali, che definiscono le caratteristiche principali dell’infrastruttura
b. cittadinanza in rete
c. utenti in quanto consumatori di servizi in Internet
d. produzione e circolazione dei contenuti
e. sicurezza in rete.

a. Principi generali

Internet bene comune. I protocolli di Internet sono bene comune inalienabile, a garanzia della sopravvivenza stessa della rete. Essi rimangono a disposizione dei diversi attori che operano in Internet, siano essi società civile, imprese, o istituzioni pubbliche. Inoltre, dati, informazioni, contenuti ed esperienze presenti in rete e sulle piattaforme ivi ospitate rappresentano una risorsa comune in formato digitale che, ampliando l’offerta culturale e le possibilità di condivisione di conoscenza, arricchisce la collettività e favorisce il progresso sociale ed economico. A nessun individuo o gruppo può essere impedito, in modo diretto o indiretto, di accedere ai contenuti pubblici disponibili in rete.
Internet strumento cruciale per lo sviluppo e l’esercizio dei diritti umani. Internet, in quanto risorsa globale di interesse pubblico, è uno strumento economico e di facile uso.
E’ ubiquo e presente su tutto il territorio nazionale, e tecnicamente in grado di supportarne la fruizione da parte di tutti gli utenti. Se questi requisiti sono soddisfatti, Internet è uno strumento essenziale per lo sviluppo e il conseguimento dei diritti fondamentali. A questo scopo occorre garantire che esso sia privo di qualsiasi barriera artificiale per la produzione, l’accesso, lo scambio e l’organizzazione della conoscenza.
Neutralità della rete e architettura aperta. La neutralità della rete costituisce una garanzia che il futuro di internet mantenga quei requisiti di apertura, di competitività e di innovazione che hanno consentito il suo successo. Internet si basa su protocolli definiti attraverso un processo aperto e condiviso; gli standard adottati sono liberamente accessibili in rete; le reti, i servizi, le applicazioni, i sistemi in Internet non negano arbitrariamente l’interoperabilità di tutti i protocolli che sono applicabili. L’architettura di Internet prevede la raggiungibilità di tutte le reti che condividono i protocolli ed adottano la numerazione standardizzata, attraverso meccanismi di interconnessione tra reti di reti di operatori diversi, anche a più livelli (globale, regionale, locale);
tutti gli operatori adottano come minimo il criterio del “best effort” per garantire la raggiungibilità di tutte le reti; nessun dispositivo o rete é discriminato nella connessione con qualsiasi altro dispositivo o rete sulla base di criteri economici, politici, sociali. Tutti gli operatori adottano per il servizio di accesso ad Internet minimo il criterio del “best effort”, senza alcuna discriminazione sulla base del contenuto, del destinatario o mittente, del protocollo o dell’applicazione; qualsiasi servizio di accesso che non abbia questi requisiti minimi non può essere commercializzato come “accesso ad internet”, al fine di informare correttamente l’utente; gli operatori possono offrire servizi di tipo “premium” a qualità più elevata, purché non siano associati a pratiche commerciali anticompetitive. Infine Internet si regge su sistemi di governance indipendenti da interessi particolarisitici di natura privata o statale.

Benefici della tecnologia e della rete. Lo Stato riconosce che i cittadini devono poter beneficiare dei progressi della tecnologia digitale e delle sue applicazioni. Tali tecnologie possono contribuire in modo sostanziale a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi pubblici essenziali offerti dallo Stato, quali istruzione, giustizia e sanità, nonché ad ampliare le possibilità e le modalità di partecipazione democratica.

Modello decisionale trasparente con il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse (“stakeholder”). La governance di Internet è trasparente (i processi decisionali avvengono pubblicamente) e flessibile (vale a dire in grado di adattarsi alle esigenze,in continua evoluzione, del contesto globale), e si avvale degli strumenti della cooperazione internazionale.
Tutti i portatori di interesse (“stakeholder”) sono coinvolti in condizione di parità nella definizione delle politiche pubbliche, dell’assetto di governance e degli standard, sul modello tripartito (governi e istituzioni pubbliche, settore privato, società civile) inaugurato dal Summit Mondiale della Società dell’Informazione (2003-2005) e perfezionato dall’Internet Governance Forum delle Nazioni Unite (a partire dal 2006). In particolare, coloro che costruiscono dal basso e usano Internet (in altre parole, gli utenti e gli sviluppatori) sono al centro del policy-making.

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b. Cittadinanza in rete

Accesso all’infrastruttura indipendentemente dal luogo di residenza. Gli operatori e gli attori della rete sono liberi di competere su un piano di parità, e sono al tempo stesso obbligati a cooperare garantendo l’interconnessione. La distribuzione dell’infrastruttura di
rete è realizzata in modo da supportare il traffico necessario al suo buon funzionamento e da garantire il collegamento con le infrastrutture internazionali esistenti. E’ nell’interesse e
nelle prerogative dello Stato intervenire qualora le imprese di telecomunicazioni, per ragioni di mercato, non forniscano accesso ad Internet in banda larga in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. Lo Stato, inoltre, aiuta tutti i cittadini a diventare utenti attivi della rete, anche tramite interventi educativi ed aiuti economici laddove necessario.

Punti di accesso ad Internet. Le istituzioni pubbliche e le autorità locali offrono alla
cittadinanza un’adeguata distribuzione di punti di accesso ad Internet, con e senza fili, in
biblioteche, scuole, piazze, e altri centri di aggregazione pubblici. Le istituzioni favoriscono, anche attraverso un quadro normativo adeguato, la predisposizione di punti di accesso gratuito regolamentato in particolare per categorie di utenti specifici, quali per esempio isoggetti con particolare divario digitale.

Accesso e riutilizzo dei dati del settore pubblico. I dati prodotti e gestiti dalle istituzioni pubbliche sono condivisi con i cittadini, fatti salvi interessi prevalenti da individuare restrittivamente. La nozione di apertura dei dati è da intendersi come possibilità di accedere e riutilizzare pienamente i dati generati e detenuti dal settore pubblico. I dati e le informazioni la cui produzione e gestione è finanziata tramite fondi pubblici, inclusi quelli derivanti dalla ricerca scientifica, sono condivisi con i cittadini per la massimizzazione del loro potenziale sociale ed economico.

Accessibilità come strumento di inclusione. La fruizione di strumenti e piattaforme della rete avviene senza limitazioni o barriere tecniche all’entrata per tutti i cittadini, in particolare alle persone con disabilità. I contenuti e i servizi in rete della pubblica amministrazione sono accessibili a tutti, senza alcuna discriminazione, in particolare alle persone che per disabilità o condizioni particolari (es: divario digitale) non possono interagire con le amministrazioni se non tramite l’uso di Internet.

Diritti umani e libertà fondamentali in rete e per mezzo della rete. Nel rispetto dello stato di diritto, le istituzioni incoraggiano l’uso globale della rete Internet e delle sue applicazioni in quanto strumenti di partecipazione democratica e promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali tra cui quelle di opinione, espressione, informazione, riunione e associazione. La censura arbitraria e indiscriminata, la sorveglianza generalizzata e ingiustificata dei contenuti e degli utenti e le pratiche di restrizione di accesso alla rete e ai suoi contenuti non sono tollerati.

Auto-organizzazione e autonomia degli individui in rete. La capacità dei cittadini di
organizzarsi, promuovere azioni collettive e manifestare il proprio dissenso in rete è tutelato
come forma ed espressione di partecipazione democratica dal basso. Internet costituisce un luogo privilegiato di sperimentazione, scambio di conoscenze e pratiche sociali. Tali pratiche sono incoraggiate quali spazi di innovazione sociale, partecipazione dal basso ed esempio concreto di esercizio della cittadinanza digitale.

c. Consumatori e utenti della rete

Competenze digitali. Le istituzioni pubbliche, e in particolare il sistema educativo in
collaborazione con imprese e governi locali, favoriscono l’acquisizione e l’aggiornamento
continuo delle competenze digitali nei diversi settori della società, con particolare riguardo alla eterogeneità di esigenze ed abilità dei potenziali utilizzatori, senza discriminazione di soggetti appartenenti a categorie deboli o svantaggiate. Le competenze informatiche sono intese come educazione all’impiego delle tecnologie e all’uso critico e consapevole dell’infrastruttura e dei suoi strumenti, applicando modelli di riferimento internazionali per l’identificazione delle competenze e professionalità.

Identità digitale. L’identità personale ha una sempre maggiore componente digitale, e la sua tutela comprende, tra gli altri fattori, anche la promozione della consapevolezza dell’utente delle tracce informative memorizzate in rete (“ombre informative”). La creazione di un’identità digitale è un elemento essenziale per la creazione di rapporti commerciali e sociali affidabili, per il tracciamento delle attività illegali e per la riservatezza delle informazioni personali e delle comunicazioni interpersonali.

Riservatezza. L’interazione in rete, e in particolare nelle reti sociali, genera flussi di dati e di relazioni (grafi sociali) di rilievo anche commerciale, a disposizione dei gestori delle piattaforme e dei loro partner. La riservatezza degli utenti e le relative comunicazioni attraverso la rete sono protette da ingerenze commerciali e/o istituzionali. In particolare, la raccolta e l’uso di informazioni sulla persona a scopo commerciale è regolata nel rispetto del diritto della persona alla riservatezza,e attraverso lo sviluppo di approcci condivisi tra utenti, fornitori di servizi, istituzioni ed enti regolatori.

Accesso, archiviazione e cancellazione dei dati personali. Le politiche di acquisizione e archiviazione dei dati personali sia da parte dell’utente che da parte di terzi, sono trasparenti e comprensibili dall’utente; bilanciano gli interessi coinvolti, e permettono l’accesso, la modifica e la rimozione da parte degli utenti. I dati personali appartengono all’utente, il quale è portatore del cosiddetto “diritto all’oblio”, vale a dire la possibilità di richiedere la cancellazione di informazioni e dati personali presenti negli archivi, anche online.

d. Produzione e circolazione dei contenuti
Condivisione dei contenuti e della conoscenza in rete. Internet rappresenta un’opportunità senza precedenti per la condivisione di informazione e conoscenza. Permette inoltre a tutti gli utenti, con minime barriere di accesso, di creare contenuti e applicazioni. I fornitori di servizi online, piattaforme e contenuti non proibiscono agli utenti di usare Internet per l’apprendimento condiviso e la creazione di contenuti. La tutela dei diritti dei creatori di contenuti è coerente con il diritto degli utenti di essere parte attiva ai flussi di conoscenza culturale e scientifica.

Proprietà intellettuale in ambiente digitale. Diritto d’autore, marchi, brevetti e segreto
commerciale sono tutelati secondo le disposizioni dei trattati internazionali, e attraverso lo
strumento della cooperazione internazionale. Si tutelano il diritto alla copia personale, alla citazione e al riuso della conoscenza in rete. Si incoraggia l’adozione di modelli compatibili con la circolazione online dei contenuti creativi. Le sanzioni contro gli utenti che violano il diritto d’autore in rete sono ragionevoli. Gli operatori non sono obbligati ad agire da controllori della protezione delle proprietà intellettuale in ambiente digitale.

e. Sicurezza in rete

Infrastrutture di interesse nazionale. Le infrastrutture di gestione e analisi in cui
immagazzinare, analizzare e gestire grandi moli di dati, rappresentano un elemento strategico nel posizionamento internazionale di una nazione. Riconoscendo che Internet è un’infrastruttura di interesse nazionale, lo Stato si adopera per fare inventario delle infrastrutture presenti sul territorio nazionale (connettività, interconnessione, fibre ottiche internazionali, data center…) ed esegue periodiche verifiche sul grado di resilienza dell’insieme delle infrastrutture che risiedono nel Paese rispetto a guasti catastrofici o eventi imprevedibili.

Sicurezza in rete. Internet è una risorsa globale distribuita nonché infrastruttura di interesse nazionale, il cui governo transfrontaliero è adeguatamente definito e gestito attraverso accordi multilaterali in sede di cooperazione internazionale. Gli Stati nazionali preservano le infrastrutture di interesse nazionale da attacchi esterni, fatte salve le norme del diritto internazionale. Adeguate misure sono adottate per assicurare l’integrità della rete e il suo uso non malevolo o per fini terroristici e criminali, salvaguardando al tempo stesso il suo uso nell’esercizio della libertà di espressione.

Internet, comunicazione di crisi e operazioni di soccorso. Lo Stato tutela e promuove l’uso creativo della rete e delle sue applicazioni da parte delle istituzioni pubbliche e delle forze di pubblica sicurezza nella gestione e prevenzione dei disastri e delle catasfrofi naturali, al fine di preparare la popolazione (preparedness messaging), aumentare l’efficenza delle operazioni di soccorso e facilitare l’accesso dei cittadini ad informazioni affidabili nell’emergenza.

Protezione dei soggetti deboli. Internet, oltre a costituire un’opportunità, presenta potenziali rischi per alcune fasce deboli della società, quali ad esempio i minori, i soggetti con divario digitale, persone con disabilità, stranieri, e cittadini con limitate competenze informatiche. A tale riguardo se ne promuove l’uso critico e consapevole da parte degli utenti, e si ostacolano le pratiche di abuso dello strumento, anche attraverso pratiche di auto-regolamentazione, quali ad esempio il già esistente Codice di Autoregolazione degli Operatori di Accesso.

17 settembre 2012

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