La legge di Metcalfe e i nostri “amici” sui social network

Leggendo un articolo pubblicato sul celebre blog di Joel Spolsky, mi sono imbattuto nella legge di Metcalfe, probabilmente valida (o possiamo dire “applicabile”) nel campo delle tecnologie delle reti informatiche, ma che potrebbe essere “obiettabile” nel contesto delle reti sociali, viste come interconnessioni di individui che si servono delle reti informatiche suddette come mezzo di comunicazione.

Ecco cosa dice la legge (definizione tratta dal Wikipedia – La legge di Metcalfe):

Definita da Robert Metcalfe, l’ideatore delle reti Ethernet, la Legge di Metcalfe afferma che “L’utilità e il valore di una rete sono pari ad n^2 – n dove n è il numero degli utenti”, trasformata in simboli:

N(N−1), oppure N²−N.

Tale legge spiega molti degli effetti delle tecnologie della comunicazioni e delle reti come Internet e il World Wide Web.

La legge di Metcalfe mette in rilievo il denominatore comune di tutte le tecnologie di comunicazione: il valore di una rete cresce esponenzialmente all’aumentare del numero dei suoi utenti.

Se nessuno utilizzasse una tecnologia, qualsiasi essa sia (dal un telefonino ad un social network come Facebook/Twitter), il suo valore intrinseco sarebbe nullo. Al contrario, più utenti la utilizzano, più il valore della tecnologia risalirebbe esponenzialmente. Ciò porta a rendere applicabile la legge di Metcalfe anche al contesto del marketing, il cui concetto è ben esplicato nell’articolo pubblicato su WebCopywriter.it (La legge di Metcalfe applicata al marketing):

Ora, se una tecnologia ha bisogno di tanti utenti per accrescere il proprio valore in maniera esponenziale allo stesso modo il marketing ha bisogno di una massa di utenti per rendere di successo le proprie campagne? Solo quando un’idea di marketing diventa così popolare da essere condivisa dalla stragrande della maggioranza del target di riferimento può diventare stratificazione culturale ed il brand può trasformarsi in lovemark? Prendiamo Apple: i suoi utenti sono talmente soddisfatti dei prodotti ed è talmente alta la reputazione di cui gode quella tecnologia ai loro occhi per cui si può parlare di una vera e propria sedimenzione culturale: il senso di quella tecnologia si confonde con l’insieme delle visioni dei suoi utenti, che diventano a tutti gli effetti i detentori del valore di quella tecnologia.

Si sta rivalutando, tuttavia, la legge poichè è alquanto ottimista: sempre su Wikipedia si legge che: “in un articolo pubblicato nel marzo 2005, due ricercatori dell’università del Minnesota, Andrew Odlyzko e Benjamin Tilly, sostengono che la legge di Metcalfe è eccessivamente ottimista. Secondo i ricercatori il difetto principale della legge di Metcalfe è che essa considera tutti i componenti di una rete di uguale importanza, quando in effetti non lo sono. I ricercatori propongono una nuova legge che regola la crescita del valore di una rete in modo logaritmico, che tiene conto di questo fattore importante. Il valore della rete e la sua crescita avviene dunque in modo meno spettacolare”.

L’obiezione che si potrebbe fare riguarda l’applicazione della legge nell’ambito delle reti sociali (da cui siamo partiti): cosa accade se in un social network il gruppo di utenti interconnessi diventa troppo grande?
Un numero troppo grande di partecipanti uccide di per sè la conversazione. L’ideale sarebbe avere un numero elevato di scambi bidirezionali. La legge di Melcalfe (dove il numero di connessioni cresce in ragione del quadrato del numero di nodi) applicata a questo contesto, evidenzia quanto l’aumentare dei partecipanti possa essere un ostacolo. Poiché il numero di potenziali scambi bidirezionali in un gruppo cresce più velocemente del gruppo stesso, l’unità viene a mancare rapidamente man mano che il sistema di ingrandisce. Bisogna fare in modo che gli utenti si attengano allo schema di “pochi ma buoni”, al fine di mantenere la coesione del gruppo.

Attenzione, parliamo di comunicazione/conversazione nell’ottica sociale del termine. E’ ovvio che se il numero di utenti a cui posso veicolare un messaggio (magari pubblicitario) è grande, migliore ne sarà la sua diffusione, ma qui ci ricolleghiamo al contesto del marketing su esposto.

In poche parole, non ha senso avere troppi “amici” su Facebook o Twitter (solo per far numero). Su tutti gli “amici” che abbiamo, ci metteremmo in contatto con meno del 10% di questi.

“Il valore di un social network è definito non solo da chi c’è dentro, ma anche da chi vi è escluso”

Questa citazione si trova in un articolo su Economist del futurologo Paul Saffo, il quale afferma che la legge di Metcalfe si applica al contrario nel contesto di Facebook (e di tutti i social network). Leggi Facebook, Defined Networks, and the Inverse of Metcalfe’s Law (by Scott Karp).
La legge di Metcalfe è valida nei vecchi sistemi di rete, come la posta elettronica o la telefonia. Le reti sociali perdono valore quando vanno oltre una certa dimensione.
Già le reti sociali definite “ASMALLWORLD”, un luogo esclusivo per pochi eletti, si stanno moltiplicando. Ciù suggerisce che il futuro del social networking non sarà un unico grande grafo sociale, ma una miriade di piccole comunità.

In sintesi, la legge di Metcalfe applicata ai social network potrebbe addirittura agire al contrario se si supera il limite (purtroppo non prevedibile) di utenti in un gruppo/comunità.

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