10 ottimi motivi per cambiare lavoro

“Dobbiamo sempre provare a cambiare, a rinnovarci, cercare di ringiovanirci; altrimenti diventiamo solo più duri”
Johann Wolfgang Von Goethe

Girovagando sulla rete, ho trovato degli indicatori di salute che ci segnalano che siamo stanchi del nostro lavoro. Premetto che io sono appassionato del mio (anche se spesso capitano situazioni o periodi in cui mi sento stanco e penso “Ma chi me lo fa fare!”), ma ho risposto tra me e me alle domande che sto qui ad elencare.

Chi non alterna momenti di entusiasmo, fasi di relativo benessere e giorni di sconforto, quando pensa al proprio lavoro? Ecco le domande che occorre farsi per capire se si è stanchi e che dovrebbero spingere a prendere in mano la situazione per non sentirsi insoddisfatti.

1. Siete insofferenti quando vi recate a lavoro? Se la mattina faticate a svegliarvi per prepararvi e uscir di casa e, durante il tragitto, vi viene il magone al pensiero di trascorrere otto ore in ufficio, scatta un primo indicatore.

2. Avete il desiderio di cambiare lavoro? L’insoddisfazione porta al desiderio di cambiare lavoro, all’immaginarsi in un altro contesto lavorativo o a qualcosa che si vuol fare in un prossimo futuro. E’ sintomo che non vi piace quello che fate.

3. Cercate spesso altre opinioni sul vostro desiderio di cambiare lavoro? Quando iniziate a chiedere ad altri colleghi o conoscenti, cosa ne pensano circa la vostra insoddisfazione e quando, soprattutto, iniziate a spettegolare e a parlar male di persone che lavorano con voi, iniziate ad “odiare” l’ambiente lavorativo in cui vi trovate e si passa, dunque, al punto 4.

4. Avete risentimento verso i vostri colleghi e la società per cui lavorate? Il risentimento porta a parlare male dei colleghi e a vedere la società per la quale si lavora come un organismo oppressivo e che costringe a “sprecare ore preziose”.

5. Le vostre difese immunitarie ultimamente sono calate? I disturbi psicosomatici protratti nel tempo, portano momenti di stress, di stanchezza fisica e abbassamento delle difese immunitarie. L’organismo avvisa che occorre dare una svolta alle proprie abitudini.

6. Non date importanza a quello che fate o lo fate svogliatamente? Se reputate che le vostre azioni siano importanti per altri, ma non per voi, oppure le fate svogliatamente, si perde l’entusiasmo di crescere professionalmente. Si pensa che quel che si fa sia finalizzato ad accrescere un profitto altrui e non ci si sente più parte di un gruppo o organizzazione. Si ha la consapevolezza di non imparare più nulla in quella attività.

7. Siete meno produttivi? Questo indicatore è particolarmente pericoloso. A lungo andare il datore di lavoro potrebbe prendere provvedimenti o un cliente potrebbe lamentarsi. O si ritrova la voglia e lo stimolo, oppure occorre cambiar vita prima che siano gli altri a decidere le nostre sorti.

8. Dimenticate spesso gli impegni o commettete errori? Sintomo che si presta più attenzione in quel che si fa. Potrebbe recare un disagio o un pericolo per colleghi e clienti.

9. Non siete più propositivi e creativi? Se avete la fortuna di fare un lavoro creativo e non sapete più proporre idee, realizzarle, non introducete novità, il mestiere che state svolgendo non permette al vostro istinto creativo di emergere.

10. Non rispettate più alle regole?  Se le regole vi stanno strette, vi opprimono, ve le sentite imposte, ecco che non avete più la coscienza di lavorare per una organizzazione.

Queste sono solo alcune delle domande che fanno capire che si è insoddisfatti del proprio lavoro. Se la risposta è positiva per almeno la metà, allora iniziate ad attivarvi per trovare qualcosa di più stimolante. Potreste essere più creativi, propositivi, finalmente realizzati e in pace con voi stessi.

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