Un posto familiare…

E domani il giorno tanto aspettato: si parte per Londra.

Ero londinese in un’altra vita? La prima volta che ci sono andato mi sentivo a casa. E’ strano vedere come alcuni posti ti sembrano familiari, anziché altri.
E’ strano e triste vedere che un posto che sentivi tuo, adesso ti risulti estraneo. Questo capita quando in quel posto ci hai vissuto determinate cose e poi nulla più. Magari col tempo ti ci ritrovi a tuo agio, vivendo le stesse emozioni o reprimendole.

Difficilmente i bei momenti si dimenticano e la direzione in cui si spinge una persona è quella di rivivere quei sentimenti.

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Il soffio della vita è il battito

Gioia, questa musica cos’è,
senza questa musica io e te chissà,
e canteremmo insieme in macchina
e verseremmo in questo calice perchè
e, invece, vedi che cos’è cantare
in questo mondo che non puoi stonare mai.

Gioia, questa musica cos’è,
senza questa musica io e te chissà,
il soffio della vita è il battito
senza poesia la gente non è umanità,
invece, vedi che cos’è cantare
in questo mondo che non puoi stonare mai.

Ma il mio cuore canta per necessità,
vibra, trema e incanta, ebro di gioia e di felicità.
Ma chi se ne frega quanto durerà,
quando ce ne andremo questa canzone ci racconterà.

Gioia, ho questa musica con me,
senti questa musica parlar di te,
rimani a tempo su una tavola
scacciano i lupi dalla favola per noi.
E te lo grido come so cantare
e cosa importa se potrò stonare, dai.

Ma il mio cuore canta per necessità,
vibra, trema, incanta, ebro di gioia e di felicità.
Ma chi se ne frega quanto durerà,
quando ce ne andremo questa canzone ci racconterà.

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Un successo rinnovato per la Compagnia Teatrale “Lo Scrigno”

Non poteva che concludersi con un successo. Un successo rinnovato, visti i risultati raggiunti dalla Compagnia Teatrale “Lo Scrigno” nelle edizioni precedenti.
La tanto attesa rappresentazione teatrale della commedia napoletana “Ospedale degli Infermi Scalzi – Stanza 327” è stata interpretata alla grande dai giovani della compagnia di Quaglietta, carichi e motivati dalla presenza dell’Arcivescovo Monsignor Alfano, che in prima fila non ha voluto mancare all’appuntamento.
Commedia attualissima che spiega la triste situazione della sanità italiana, specie nel Mezzogiorno. Fatiscienza delle strutture, posti letto e materiale ospedaliero insufficiente, errori medici. Problema conosciuto col termine di “malasanità“. Si parla anche di omertà, della nostra mentalità omissiva, di cattiva amministrazione da parte dei governanti.

La storia ruota attorno alla malformazione del protagonista Pasquale Malasomma, del quale riporto una citazione esplicitiva di tutta la trama: “La verità è che buona parte di noi napoletani, ci siamo scocciati delle cose che non vanno, ma abbiamo paura di parlare. Certo che ci vorrebbero le palle per ribellarsi, e chi meglio di me ‘o potess’ fà, che ne tengo tre di palle. Ma non è facile, credetemi, anche perché si vive una sola volta, e non voglio che io o qualcuno della mia famiglia faccia l’eroe, mentre quelli là che stanno al potere continuano a divertirsi e a festeggiare. Pago le tasse e ci devono pensare loro, una volta per tutte. Evidentemente se le cose continuano ad andare così è perché conviene“.

Ancora complimenti ai ragazzi della Compagnia Teatrale “Lo Scrigno”. Un ringraziamento per l’organizzazione va alla “Proloco Aquae Electae”, al Circolo dell’Immaginario, al Comitato Feste 2010, che col patronicinio del Comune di Calabritto hanno permesso anche quest’anno questo evento.

La notte delle stelle cadenti

Il 10 Agosto è, per tradizione, la notte delle stelle cadenti. In realtà, da qualche anno, il fenomeno è ben visibile qualche notte dopo, condizioni atmosferiche permettendo. Le Perseidi incontrano l’orbita terrestre e nel bel mezzo dell’estate riempiono il cielo di tante piccole “lucciole”. Il 10 Agosto è anche la festa di San Lorenzo e si racconta che le stelle cadenti non siano altro che i carboni ardenti su cui venne martirizzato il Santo nel periodo delle persecuzioni dei Cristiani.

Eccolo citare da Pascoli nella poesia X Agosto:

“San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla. […]”

Eppure la notte delle stelle cadenti è un evento meraviglioso, specie per gli innamorati. Esprimere un desiderio nel momento in cui si intravede la scia di una stella cadente, riempie di speranza. Si aspetta qualche scia luminosa in cielo, magari intervallata da qualche bacio, da una carezza, chiacchierando delle cose fatte oppure di quelle da fare. C’è la notte a costruire un’atmosfera di pace. A me personalmente piace guardare anche la Luna, non solo di estate. Da qualche altra parte, magari, c’è una persona che mi vuol bene che la starà fissando nello stesso momento.

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Innamoratevi

Voi non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili
aspettate almeno una ottantina d’anni
scrivetele su un altro argomento
che ne so … sul male su un termosifone sui treni in ritardo,
non esiste una cosa più poetica di un altra.
Avete capito la poesia non è fuori è dentro.
Cos’è la poesia non chiedermelo più,
guardati nello specchio la poesia sei tu.
E scrivetele bene le poesie cercate bene le parole,
dovete sciegliere,
a volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola,
sciegliete,
che la bellezza è cominciata quando qualcuno a cominciato a sciegliere.
Guardate Eva, sapete quanto ci ha messo Eva prima di sgliegliere la foglia di fico giusta?
o questa, questa o questa … ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre.
INNAMORATEVI!!
Se non vi innamorate è tutto morto
vi dovete innamorare e diventa tutto vivo si muove tutto
DILAPIDATE LA GIOIA!
INNAMORATEVI!!!
Sperperate l’allegria,
siate tristi e taciturni con esuberanza
fate soffiare in faccia alla gente la felicità…
INNAMORATEVI!!!
Questo è quello che dovete fare
per trasmettere la falicità bisogna essere felici
e per trasmettere il dolore bisogna essere felici.
Siate felici, per essere felici dovete patire
stare male soffrire non abbiate paura di soffrire
tutto il mondo soffre.
E se non avete i mezzi non vi preoccupate tanto per fare poesia una sola cosa vi serve: TUTTO!
E non cercate la novità,
la novità è la cosa più vecchia che ci sia
e se il verso non vi viene da questa posizione
da questa da cosi, buttatevi in terra mettetevi cosi!
E’ da distesi che si vede il cielo. Guarda che bellezza.
Perchè non mi si sono messo prima?
I poeti non guardano. Vedono.
Fatevi obbedire dalle parole.
INNAMORATEVI!!!
Se non vi innamorate è tutto morto
vi dovete innamorare che diventa tutto vivo
si muove tutto.
DILAPIDATE LA GIOIA!
INNAMORATEVI!!
Sperperate l’allegria
siate tristi e taciturni con esuberanza
Fate soffiare in faccia alla gente la felicità
INNAMORATEVI!!!
Questa è la bellezza
come quei versi la
che voglio che rimangano scritti li per sempre.
Forza cancellate tutto.

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Un sommelier di emozioni

Si può capire cosa si nasconde dietro la personalità di un individuo, un pò come fa un sommelier che riesce a svelare stranezze e particolarità assaggiando o annusando un vino?

Magari si riuscisse a farlo. Penso che nemmeno dopo un pò di tempo passato assieme a quella persona, si riuscirebbe a capire quali sono i suoi pensieri, le sue sensazioni. Eppure abbiamo cinque sensi. Potremmo utilizzarli tutti e cinque, ma non abbiamo quello che ci permetterebbe di “sondare” l’animo di chi ci è di fronte. Forse nemmeno è giusto. Che cosa succederebbe se riuscissimo a leggere nei pensieri? Non lo voglio nemmeno immaginare. Certe cose magari è meglio non saperle.

Ci sono delle cose che si capiscono utilizzando soltanto i pochi sensi che abbiamo: guardando negli occhi una persona, ascoltando una frase romantica sussurrata nell’orecchio o semplicemente abbracciandola, capiamo se ci vuol bene, se gli piaciamo.

Un sommelier conosce anche i tipi di accostamenti tra un vino e un piatto. E se si riuscisse anche a capire quando due persone sono fatte l’una per l’altra? Magari si potrebbe impedire ad un individuo di accostarsi ad un altro, perché è un “mal abbinamento”, o aiutare due anime perse a ritrovarsi.

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Alla luce delle stelle

Sotto la luce delle stelle ti bacerò
e ti prometto di essere tuo
e solo tuo
ti farò felice
e ti permetterò di perderti in me
e dove andremo, cosa faremo?
presto, dissi, lo sapremo
occhi spenti, sei proprio come me?
poichè i suoi occhi erano vuoti come i mari
occhi spenti, sei proprio come me?
e per tutto questo tempo, noi abbiamo saputo che saremmo andati avanti
giusto per appartenere
alla luce delle stelle ti conosco
amabile come un desiderio diventato realtà
la mia vita è stata vuota, la mia vita è stata falsa
e lei sa davvero, sa chi sono io davvero?
davvero lei mi conosce alla fine
occhi spenti, sei proprio come me?

(By Starlight – Smashing Pumpkins)

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Il pressappoco dei social network

Non so se avete mai letto “Il pressappoco” di Luciano De Crescenzo. Io lo sto facendo proprio in questi giorni e, come altri suoi libri, mi sta entrando dentro. Mi ci ritrovo nelle cose che scrive, non se è perchè è un “paesano”, se perchè è un Ingegnere (o forse non lo è mai stato), se perchè lui ha capito tutto della vita.

In questo momento della mia di vita penso che nelle cose io non sono mai stato un “pressappochista” e non so se sia stato un bene o un male. Forse affrontando le situazioni con leggerezza si soffre di meno, ma affrontarle con superficialità può significare non darle il giusto valore.

Rifacendomi a ciò che dice Luciano (lo considero un amico), apro questo blog con un post dal titolo “Il pressappoco dei social network”. Perché un blog quando c’è Facebook? Perché questo è un mio spazio, lo legge chi è davvero interessato alla mia vita e ci viene apposta. Oppure semplicemente perché a me non interessa che la gente ci venga … lo faccio per sfogo!

Un blog è il pressappoco dei social network, secondo me. Ma non pensate di trovarci il pressappoco di quello che sento.

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